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venerdì 29 settembre 2017

LA GIUNTA VUOLE ALIENARE LA "PORTO DI ARENZANO"


In sede di razionalizzazione delle società partecipate, come disposto dal Decreto madia, il Comune di Arenzano, ha dichiarato nero su bianco di voler alienare le quote pubbliche della società "Porto di Arenzano" (prima S.p.a, ora S.r.l.).

Pur essendo stata riconosciuta dal Comune di Arenzano la natura di servizio pubblico locale (produzione di beni e servizi a fini sociali, sviluppo economico e civile delle comunità locali), la relazione tecnica relativa al piano di razionalizzazione della Porto, sulla quale si è dovuto esprimere il consiglio, configura un quadro aziendale sulla base del quale sembrano esserci i presupposti per alienare la quota del Comune del 51%. Ad una completa lettura di questo documento però salta all'occhio che, mentre nella prima parte il quadro economico è allarmante, nella seconda parte, quella relativa allo scenario futuro, emergono elementi che fanno andare nella direzione opposta.
Premesso che tutta la documentazione è stata messa a disposizione del consiglio senza permettere allo stesso di avere piena e compiuta cognizione degli atti e dei fatti sui quali ogni suo membro è stato chiamato ad esprimersi con il voto e che pertanto lo spazio decisionale è stato completamente compromesso, (motivo per cui la Giunta e gli uffici avrebbero dovuto concedere più spazio temporale alla delibera prima di approdare in consiglio per essere votata!) quello che abbiamo rilevato e che il consigliere capogruppo Sabrina Traverso ha contestato in Commissione sono soprattutto i seguenti due aspetti:
Il primo, riguarda appunto il metodo. Oltre alla violazione del termine legale della consegna dei documenti, sussiste infatti una violazione del legittimo spazio di deliberare conoscendo. Motivo principale per cui, su un oggetto di così importante rilevanza sia sociale che economica per il paese e per i lavoratori, ho espresso convintamente a nome di tutto il M5S Arenzano voto contrario, non solo alla delibera, ma anche all'immediata esecutività.
L'altro aspetto è di merito e riguarda la volontà della Giunta, espressa nella prima parte della relazione, di ALIENARE la quota maggioritaria, di proprietà del Comune, della PORTO DI ARENZANO SPA.
Non solo questa scelta appare troppo avventata, ma anche poco trasparente e assolutamente poco condivisa.
Da quanto emerge dalla seconda parte della relazione e dalle parole dell'attuale presidente, la Porto non è una società strutturalmente "malata", ma sicuramente necessita di una gestione più attenta e oculata rispetto a quella del passato. A tal proposito, ho fatto presente in Commissione che l'attuale condizione della società è dovuta proprio alla cattiva gestione.
Infatti la gestione di carattere tecnico e non "politico" che ha caratterizzato l'ultima e attuale presidenza, ha visto una diminuzione dei costi di gestione, un andamento in lento e costante miglioramento, al netto degli oneri finanziari e delle partite straordinarie, una "capacità di produrre un reddito significativo". Senza tralasciare che l'indebitamento verso le banche per i mutui è diminuito ed andrà in diminuzione in virtù del fatto che i mutui sono stati rinegoziati e che vi è la fisiologica diminuzione conseguente al puntuale pagamento delle rate.
Alla luce di quanto detto, ci chiediamo il motivo per cui il Comune ritenga opportuno procedere all'alienazione di una società che potrebbe tornare, con una buona gestione a produrre utili, fornendo servizi e tutelando i posti di lavoro che sarebbero messi in pericolo da un eventuale privatizzazione o che potrebbe esporre la stessa azienda a seri rischi economici vista la rilevante esposizione bancaria, in caso di cambio di assetto societario.
Riteniamo che fosse doveroso da parte della Giunta, e diritto del Consiglio, avere a disposizione un più ampio spazio di dibattito, possibilmente in presenza di tecnici e dell'attuale presidente, al quale, a quanto dichiarato, non è stata neppure sottoposta la relazione del piano di razionalizzazione. Altro elemento che ci fa dubitare della scelta del comune.

domenica 24 settembre 2017

ARAL, NON BASTANO LE IPOTESI TROPPO "ROSEE" CONTENUTE IN UN PEF POCO REALISTICO E CON DATI DISCORDANTI PER CELARE LA SOPRAVVALUTAZIONE DELLA QUOTA PRIVATA.

24 settembre


Il M5S Arenzano, anche alla luce della non condivisibile asseverazione redatta a seguito di specifica richiesta da parte di AGCM, ribadisce pervicacemente la necessità di riconsiderare il prezzo di acquisizione della quota del 40% di Aral detenuta da Re.Tyre, il socio privato.
Reputiamo che debba esserci da parte della PA una revisione al ribasso, ictu oculi, dettata dai crediti inesigibili che, di conto, verrebbero,ex lege, rispalmati sulla collettività attraverso la TARI (come ammesso in commissione dal revisore che si è occupato dell'asseverazione)
Nè è condivisibile alcuna tesi che avvalori il contrario sul presupposto della "compensazione" con minori futuri costi e/o maggiori futuri ricavi.
Anche perchè, se così fosse, questa ultima circostanza si rivelerebbe alla pari della corresponsione anticipata di un avviamento.
P:S. Dalla relazione asseverata è dato tra l'altro rilevare che fra i maggiori ricavi previsti per il 2018 è ipotizzato un incremento di oltre 100.000 euro per la manutenzione del verde di villa Figoli (fondazione finanziata dal Comune).

martedì 29 agosto 2017

TRASFORMAZIONE ARAL E LIQUIDAZIONE QUOTA SOCIO PRIVATO

29 agosto

Alla luce delle ragioni che hanno motivato la scelta dell’in house, abbiamo potuto osservare che il prezzo di riscatto delle azioni di Aral è stato deciso, dalla precedente Amministrazione, in euro 387.500,00, puramente e semplicemente sulla base di risultanze valutative di libro, però aperte a necessari od opportuni adattamenti o riclassificazioni che i destinatari della valutazione hanno ritenuto di non recepire e/o valorizzare.
Premesso che la scelta di affidare i servizi di manutenzione del verde pubblico e di gestione rifiuti in modalità cosiddetta in house ci vede concordi, l'iter di determinazione del prezzo della quota privata ci è parsa, come già detto precedentemente poco attenta a tutelare gli interessi economici pubblici a favore di quelli del socio privato.
Infatti, relativamente alla citata spesa di euro 387.500 per il riscatto delle azioni, i dubbi manifestati nello scorso novembre e inoltrati alla precedente giunta permangono; pertanto riproponiamo le stesse domande all'attuale giunta spronandola a "trattare" il suddetto valore.
➢ si reputa economicamente e finanziariamente conveniente, per gli Arenzanesi, pagare un corrispettivo, per il riscatto della quota minoritaria del 40% del capitale sociale della Aral S.p.a., considerando totalmente riscuotibili gli euro 893.989,00 di crediti in sofferenza (vedi prospetto), senza procedere ad alcuna rettifica patrimoniale avente diretti riflessi sulla valutazione della acquisenda quota?
➢ In caso di mancato incasso per insolvenza, fallimento, crisi da sovraindebitamento, decadenza dall’azione accertatrice o prescrizione della pretesa, gli Arenzanesi pagherebbero due volte le perdite su crediti? (una per la sopravvalutazione della quota ed un’altra con l’eventuale incremento tariffario);
➢ Qual'è la convenienza economica e finanziaria ad acquistare una partecipazione liquidata al socio privato ad un potenziale sopravalore che graverà inesorabilmente sull’utenza in maniera diretta tramite la tariffa o indirettamente sul bilancio?

lunedì 21 agosto 2017

LA GIUNTA HA DELIBERATO IL BANDO PER SELEZIONARE LE COOPERATIVE E LE AZIENDE CHE AD ARENZANO GESTIRANNO IL SERVIZIO DI ACCOGLIENZA PROFUGHI

Pubblicato da SaBrìna Traverso21 agosto
LA GIUNTA ( in sordina, forse per non creare scompiglio a quella parte di residenti che non gradisce la cosa), AL FINE DI ACCEDERE AL FONDO NAZIONALE CHE FINANZIA I PROGETTI SPRAR, HA DELIBERATO IL BANDO PER SELEZIONARE LE COOPERATIVE E LE AZIENDE CHE AD ARENZANO GESTIRANNO IL SERVIZIO DI ACCOGLIENZA PROFUGHI
Con riferimento al Decreto del Ministero dell’Interno 200 / 2016
“Modalità di accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti del Fondo Nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo per la predisposizione dei servizi di accoglienza per i richiedenti e i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario, nonché approvazione delle linee guida per il funzionamento del Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati – SPRAR”, la nuova Giunta Comunale in data 17/08/2017 al fine di partecipare al Bando per la ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale procederà all' INDIVIDUAZIONE DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE PER SVOLGERE ATTIVITÀ’ DI CO-PROGETTAZIONE FINALIZZATA ALL'ELABORAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO LOCALE DI ACCOGLIENZA INTEGRATA DEI RICHIEDENTI E TITOLARI DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E UMANITARIA PER IL TRIENNIO 2018-2020 NELL'AMBITO DEL SISTEMA DI PROTEZIONE PER I RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI (S.P.R.A.R.).
Il bando è stato deliberato dalla Giunta senza passare dal Consiglio Comunale.
Nè cittadini, nè consiglieri hanno condiviso la scelta.
Ricordiamo che gli Sprar (sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sono strutture subordinate alla presentazione di un progetto di accoglienza presentato dal Comune che viene giudicato da una commissione, e, in caso di accettazione del progetto, finanziato dal fondo Nazionale e reso operativo. I progetti Sprar possono essere presentati tutto l'anno, e vengono giudicati in due periodi, entro il 31 marzo o entro il 30 settembre di ogni anno.
I Comuni che aderiscono al progetto SPRAR ricevono un contributo annuale liberamente spendibile, fissato per decreto (quest'anno è 700 euro a rifugiato, anche se di fatto varia da comune a comune)

martedì 1 agosto 2017

VARIAZIONI DI BILANCIO: LIQUIDAZIONE QUOTA PRIVATA ARAL SOVRASTIMATA

Pubblicato da SaBrìna Traverso1 agosto
Nel Consiglio comunale di ieri sera é stata portata in votazione la delibera di assestamento e riequilibrio del bilancio di previsione, triennio 2017-2019, ossia le variazioni.
Abbiamo dato voto contrario per i seguenti motivi:

a) noi non eravamo presenti all'interno del Consiglio quando si é "costruito" il suddetto bilancio

b) il bilancio non é altro che la proiezione economico-finanziaria di un programma politico che noi non abbiamo condiviso e non condividiamo.

c) il parere dell'organo revisore é giunto ai consiglieri solo in seduta di consiglio. Pertanto non ci siamo presi il rischio di dare parere favorevole ad una documentazione INCOMPLETA FINO ALL'ULTIMO PER LA PRESA VISIONE DELLA QUALE NON SONO STATI CONCESSI I TEMPI PREVISTI DAL REGOLAMENTO.

d) riteniamo molto rischioso arrivare a poche ore dalla scadenza per la votazione di un documento, INCOMPLETO fino a pochi minuti prima, che ha un TERMINE PERENTORIO, scaduto il quale scatta la diffida del Prefetto. E se il parere non fosse stato perfezionato? 

e) sono state effettuate variazioni che, nella maniera più assoluta non appoggiamo e contro le quali abbiamo gia fatto battaglia in passato.
Una tra tutte il valore attribuito alla quota del 40% del socio privato di Aral, la Re.tyre.

Questo valore, determinato da una valutazione cosiddetta a libro, é sicuramente più elevato di quello che potrebbe derivare da una diversa analisi e valutazione di alcuni elementi patrimoniali, quali i crediti inesigibili, perenti o in perenzione.
Ovvio che, come già da noi dettagliatamente documentato, 388.000 euro ci sembra una cifra esagerata, pur condividendo il mantenimento di Aral come gestore del servizio.
Ci auguriamo che Giunta e Assessore al bilancio, vogliano rivedere la valutazione, atteso che la stessa deve avere criteri valutativi di libro che tengano conto degli importi dei crediti inesigibili, anche al fine di evitare che il maggior costo venga spalmato in tariffa.

lunedì 31 luglio 2017

DEBITI FUORI BILANCIO: IL COMUNE SI E' PROSTRATO AI PIEDI DI UN BAR TRASCURANDO I DIRITTI DI UN'ALTRA ATTIVITA' COMMERCIALE... Ed ora le spese le pagano i cittadini. .

Pubblicato da SaBrìna Traverso31 luglio

Qui siamo di fronte ad una sentenza del Consiglio di Stato e tutte le spese processuali e di avvocati che hanno generato un debito fuori bilancio a causa di una perseveranza nell'errore da parte del Comune.
Riteniamo vi sia una grave responsabilità da parte degli uffici.
In data 31 dicembre 2003 la società Olivette aveva presentato una domanda di concessione di suolo pubblico prospiciente l'esercizio commerciale , nel 2004 era stata fatta una modifica al Regolamento Generale per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche comunali e nel novembre 2005 il Responsabile del Servizio Patrimonio, Demanio e Catasto del Comune di Arenzano aveva chiesto l'annullamento della domanda e negato la concessione. Con un provvedimento del 31 agosto 2005 si era data concessione permanente al bar Roma per il mantenimento dell'occupazione del suolo pubblico in corso Matteotti frontistante al civico 116.
L’area, oggetto della richiesta di concessione, immediatamente prospiciente l’esercizio commerciale della società ricorrente, è stata concessa ad uso esclusivo al bar Roma supponendo l’efficacia dell’ originaria concessione, titolarità che con sentenza (TAR, sez. I. n. 209/05)è invece stata esclusa;
alla ricorrente invece non è stata concessa la possibilità di esercitare il diritto di prelazione previsto dal regolamento comunale per lo spazio antistante l’esercizio commerciale;
’amministrazione ha il dovere di porre in comparazione le richieste al fine di giungere ad una soluzione che contemperi le opposte esigenze;
Ovviamente la richiedente ha fatto ricorso al TAR.
Dopo la prima sentenza del Tar che ha accolto la richiesta della società olivette, il Comune, pur sapendo di essere nel torto, si è opposto al ricorso ed è ricorso in appello al Consiglio di Stato. Evidentemente ha fatto ricorso per tentare di giustificare le azioni errate fatte prima. Il nostro voto contrario esenta da eventuale responsabilità erariale: questa è un''azione che nasce errata ed in cui l'errore è noto.
Sia parte politica che funzionari, a quanto si legge in sentenza, hanno prima fatto quel che non avrebbero dovuto fare e poi hanno cercato di coprirsi le spalle facendo opposizione al ricorso al TAR e, non paghi, hanno pure fatto appello al CdS.
Non solo votiamo contrari, ma ci riserviamo di approfondire la vicenda, in quanto, leggendo le sentenze, si evidenzia un trattamento ingiustificatamente favorevole ad un attività commerciale rispetto ad un altra con l'evidente beneplacito della politica. Di fronte ad un pari diritto e a tre sentenze, abbiamo il dovere di approfondire i motivi di cotanta ostinazione.
Votiamo contrari perchè oltre al danno arrecato in questo caso ad una attività commerciale, c'è anche la beffa, visto che le spese legali le pagano i cittadini e non certo i politici o i dirigenti che hanno agito contro l'interesse pubblico.
Faremo analizzare bene le due sentenze in vista della presentazione di una mozione con cui impegneremo il sindaco "a dare mandato agli uffici di avviare un'indagine interna per verificare le responsabilità dei dirigenti e verificare la possibilità di rivalersi anche economicamente sui dirigenti che dovessero risultare aver agito con estrema superficialità o colpa.

lunedì 17 luglio 2017

EMENDAMENTI PER OTTENERE MAGGIORE TRASPARENZA NELLE NOMINE CHE DEVONO SEGUIRE I PRINCIPI DI MERITOCRAZIA E NON QUELLI DI "SCAMBIO DI FAVORI POLITICI"

Pubblicato da SaBrìna Traverso17 luglio

I criteri per la nomina di rappresentanti del comune nelle società partecipate e nelle fondazioni dovrebbero sempre essere ispirati ai principi sanciti dalla Costituzione, dell’imparzialità, della competenza e del merito, nonché della piena trasparenza e pubblicità dei processi decisionali.
Nella prassi pregressa molto spesso le scelte erano effettuate di fatto dai dirigenti dei partiti, con prefissata ripartizione di“posti” fra maggioranza e opposizioni o fra diversi partiti o gruppi politici, anche a scapito di valutazioni di merito solidamente fondate, così che spesso si consideravano certe nomine come giustificate più dall'intento di “collocare” persone in considerazione di loro appartenenze o “meriti”politici che non dalla ricerca delle migliori competenze e capacità in relazione all'incarico da svolgere.
Vi sono casi di nomine effettuate in persona di consiglieri comunali, venendosi in tal modo così a cumulare la funzione rappresentativa nell'ente controllante (il Comune) con quella di amministrazione in enti controllati; nonché casi di cumulo ingiustificato di incarichi.
E’ perciò necessario, da un lato che si configurino procedimenti trasparenti e corretti per pervenire alle designazioni; dall'altro lato, che si identifichino e si rispettino di fatto adeguati criteri
sostanziali per le scelte da effettuare.

La riunione della 1^ Commissione é stata abbastanza fruttuosa.
Grazie al lavoro svolto e alla tenacia, siamo riusciti ad apportare alcune modifiche migliorative, sia nella forma che nel contenuto, agli indirizzi per le nomine dei rappresentanti del Comune negli enti, nelle aziende e nelle fondazioni.
Ora il documento rivisto verrà portato nuovamente in consiglio per l'approvazione.
Il concetto di trasparenza non é ancora così diffuso e "digerito" dalla amministrazione arenzanese, ma su alcuni punti si é giunti ad una mediazione che comunque ha apportato un miglioramento sotto questo aspetto.

-RISULTATI RICICLAGGIO ANNO 2016 E SANZIONI: IL COMUNE DI ARENZANO DOVRÀ' PAGARE 4.035 EURO

Pubblicato da SaBrìna Traverso17 luglio

I consiglieri regionali M5S Regione Liguria ci hanno appena trasmesso la delibera di giunta che accerta le percentuali di riciclo per tutti i comuni secondo la l.r 20/2015 che prevede a partire dall'ultimo quadrimestre 2016 obiettivi di riciclo, pena una sanzione di 25 euro ogni tonnellata di rifiuto raccolto in modo indifferenziato, fino a raggiungimento dell'obiettivo.
Queste sono le sanzioni di cui sui giornali si è letto ultimamente, unite a quelle sul mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previste dal dlgs 152/2006 (ecotassa).
Nella tabella potete vedere nelle ultime tre colonne, rispettivamente, il quantitativo mancante al raggiungimento dell'obiettivo relativo all'ultimo quadrimestre 2016 (in Kg), il quantitativo mancante relativo all'annualità (espresso in tonnellate) e il contributo richiesto (espresso in Euro).
Come si può vedere il Comune di Arenzano dovrà pagare 4.035 euro a causa del mancato raggiungimento della raccolta differenziata inviata al riciclo di plastica e metallo.
Ciò significa che qualcosa non ha funzionato.
Probabilmente il sistema di raccolta di questi materiali non è stato quello idoneo e, allo stesso tempo, è mancata un' adeguata campagna informativa e di sensibilizzazione del cittadino.

mercoledì 5 aprile 2017

VILLA FIGOLI: CANTIERE FERMO CON LE QUATTRO FRECCE E “ZERO” INFORMAZIONI


Il parco di Villa Figoli, che l’attuale amministrazione aveva fieramente presentato come un nuovo motivo d’orgoglio per Arenzano, ad oggi  sta mostrando una realtà assai diversa e poco edificante: un insidioso cantiere a cielo aperto e un’opera ancora incompiuta.

Visto che da  oltre un mese non registriamo apprezzabili avanzamenti dei lavori,  abbiamo fatto qualche piccola ricerca…..

e con stupore, abbiamo scoperto che in data 23 febbraio 2017, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato  pubblicato il decreto del Ministero dello sviluppo economico (2 febbraio 2017)  col quale  la CEMS società cooperativa, esecutrice (in subappalto) delle opere edili ed impiantistiche, veniva posta in stato di liquidazione coatta amministrativa.


Sulle ragioni dello stallo dei lavori, qualunque esse siano, ci saremmo aspettati più informazioni e maggiore trasparenza.

In occasione della "singolare" consultazione pubblica in merito all'affidamento in house  del servizio rifiuti e manutenzione verde pubblico abbiamo avuto modo di misurare quale fosse, per l’attuale  amministrazione, il concetto di coinvolgimento del cittadino. 

Di conseguenza:
·   sulla scorta del vostro modus operandi, avremmo forse dovuto aspettare notizie- sulle motivazioni del fermo-lavori da un commissario liquidatore?

·   Oltre alla fastosa passerella di inaugurazione (a cantiere aperto) non sarebbe stata opportuna anche una “contro-passerella” informativa sul fermo lavori?

·   Vi pare normale che a fronte delle spese sostenute - e a più di quattro mesi dall’apertura - il parco sia ancora in queste condizioni?

Si tratta di un bene che appartiene all'intera collettività!

Una cosa è certa, la prossima amministrazione, oltre a trascinarsi dietro un potenzialmente corposo contenzioso, erediterà anche il pesante fardello dell’incompiuta, che porterà con tutta probabilità ripercussioni negative sia di ordine economico che di immagine per il paese.

A questo punto ci chiediamo quanto tempo ancora dovrà trascorrere per vedere definitivamente ultimati i lavori di riqualificazione del parco!

Ovviamente la risposta muterà a seconda della compagine politica che comporrà la prossima giunta.

Certo è che Il M5S non nasconderà la polvere sotto il tappeto, dando continuità all’attuale sistema di mala gestio, ma intraprenderà scelte molto coraggiose, in totale trasparenza, al fine di tutelare patrimonio e pubblico interesse.

Alla luce dello stato dei fatti e dei luoghi, con grande preoccupazione, esponiamo la presenza di mezzi meccanici, attrezzi, materiali edili e rifiuti (forse anche pericolosi) in aree non idoneamente protette e quindi liberamente accessibili a chiunque; situazione che potrebbe protrarsi nel tempo, con quanto di conseguenza.

Non pensate che il complesso Villa Figoli-Des Geneys avrebbe meritato una dignità diversa da quella delle cosiddette opere incompiute?

Il M5S Arenzano, coerentemente col suo programma, farà della trasparenza e dell’informazione, in ogni settore, motivo del suo mandato, a maggior ragione nelle fasi relative alle gare di appalto.

Osservate e giudicate voi stessi se vi sembra normale che un complesso  di pregiato valore ambientale-naturalistico e patrimoniale si presenti agli occhi del visitatore in questo stato......   Sono questi i meriti che hanno “cagionato” l’onorifica carica a presidente onorario della fondazione Villa Figoli …?



giovedì 30 marzo 2017

VILLA FIGOLI: A LORO E ALLORI


Come sappiamo il Comune di Arenzano ha acquistato e sta ristrutturando Villa Figoli, con lo scopo di renderla fruibile da parte dei cittadini e dell'utenza turistica in genere, destinandola, in parte, anche ad altre attività tra cui l'istruzione e la formazione. Per quest'ultimo fine, l'amministrazione si è orientata verso l'Accademia della Marina Mercantile per la scuola di hotellerie di bordo. Si è inoltre scelta la struttura giuridica della fondazione,
con onori ad personam, ed oneri collettivi.

L'Articolo 12 della bozza di Statuto della fondazione, allegata alla delibera del Consiglio Comunale n.32 del 29 novembre 2016, infatti recita:

PRESIDENTE ONORARIO

La carica di Presidente Onorario è assegnata al Sindaco in carica al momento della costituzione della Fondazione. Il Presidente Onorario è invitato permanente alle riunioni del Consiglio Direttivo e, se costituito, al Comitato d’Indirizzo, senza  diritto di voto,  e può essere delegato dal Presidente della Fondazione a rappresentare la stessa in occasione di eventi ed iniziative pubbliche a sostegno dell’attività della Fondazione. Nel caso di elezione dello stesso a cariche politiche sovracomunali il Presidente Onorario decade dalla carica.
       Il Presidente Onorario può essere nominato Presidente
Effettivo.


Pertanto, è verosimile desumere che:


a prescindere da ogni considerazione, presidente onorario della fondazione sarà l’attuale sindaco, Dott.ssa Maria Luisa Biorci, riconducendo alla persona, anziché alla carica, il privilegio del riconoscimento onorifico che, di fatto, attribuisce prerogative che vanno ben oltre l’aspetto formale o nominalistico dell’investitura, costituendo presupposto – “a vita” - per l’eventuale futura o successiva elezione a presidente effettivo ed inibendo ad altri successivi sindaci di surrogarla nella carica, anche nell’eventuale ipotesi di sua decadenza per elezione a cariche sovracomunali.


Cosicché, il presidente onorario, odierno sindaco, manterrà tale veste anche qualora non dovesse essere più rieletto o, comunque, non rivestisse più la carica.


In altre parole:


  • Se, in occasione delle nuove elezioni, non dovesse essere rieletta sindaco, manterrebbe la carica onorifica, con possibilità di “promozione” a presidente effettivo, non ostando cause di incompatibilità con la perduta carica;


  • Se, in occasione delle nuove elezioni comunali, dovesse essere eletta consigliera, anche di minoranza, conserverebbe la carica onorifica;


  • Parteciperà sempre, anche quando non sindaca,  a tutte le riunioni degli organi di indirizzo e di governo della fondazione;


  • Nel caso di nomina a cariche sovracomunali, nessuno rivestirà la sua carica, nemmeno il nuovo sindaco pro-tempore;


  • Potrà essere delegata a rappresentare la fondazione in occasioni pubbliche, in rappresentanza e rassegna della collettività Arenzanese, anche se non più ivi dimorante.


Ovviamente, la nomina a presidente onorario di chi avesse fondato l’organismo con la dotazione di propri beni o risorse, non avrebbe destato alcuna meraviglia, ma poiché nella fattispecie la fondazione viene dotata di beni e patrimonio pubblico, cui il sindaco è mero “gestore/amministratore” e non proprietario, non è dato rilevare il nesso causale tra l’attribuzione “ad personam” della qualifica di prestigio e di riserva in pectore della potenziale nomina  ad amministratore e legale rappresentante ed il distintivo elemento soggettivo in base al quale le è stata attribuita la medesima carica onorifica. Né il sindaco di un comune che propone o perora la costituzione di una fondazione con beni o risorse pubbliche, potrebbe paragonarsi a chi destina un personale o familiare patrimonio alla fondazione per uno scopo specifico.


Così come, a prescindere dal vaglio dell’opportunità e del riscontro dei requisiti di efficacia ed efficienza in relazione al perseguimento degli interessi pubblici, non è dato rilevare quale sia o possa essere l’interesse pubblico dei cittadini Arenzanesi a riservare all’attuale sindaco una carica onorifica, quand’anche di lustro personale, distonica rispetto alla potenzialmente mutevole volontà elettorale nella scelta del primo cittadino al quale “tributare” l’onore e gli onori di rappresentanza della comunità in ogni dove.

Illuminante sarebbe poter comprendere, magari con l’aiutino degli autori dell’investitura, quali siano state le ragioni di una potenziale ultrattività, rispetto alla carica, della nomina a presidente onorario dell’odierna sindaco.