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sabato 21 marzo 2015
Legge di iniziativa popolare Acqua pubblica
lunedì 9 marzo 2015
L'EX OSPEDALE MARIA TERESA PERDE I PEZZI, LE MAMME DI ARENZANO SI MOBILITANO
La correlazione tra mesotelioma ed esposizione ad amianto è così specifica che per ogni caso di mesotelioma viene sospettata e ricercata la possibile fonte di esposizione. Per la Liguria il 75% dei casi di mesotelioma è associabile alla storia lavorativa del paziente.
Le proiezioni sull'andamento dell’incidenza che già da 15 anni indicavano che il picco si sarebbe verificato intorno al 2010-2020, sembrano confermate dai dati attuali.
Ricordiamoci che l'unione fa la forza e un esposto ha più forza se a presentarlo sono mille cittadini e non uno.
giovedì 5 marzo 2015
AMIANTO, UN RIFIUTO CHE DIVENTA ORO
Amianto, un rifiuto che diventa oro!
L'amianto è un rifiuto, è una sostanza cancerogena ma pochi sanno che è anche molto prezioso.
Il prezzo del trattamento dell'amianto (rimozione, trasporto, smaltimento) è molto variabile nel nostro Paese, si va da mille a duemila euro a tonnellata nei casi tracciati, con variabilità ingiustificabili che andrebbero monitorate ed è uno degli impegni che chiediamo nella nostra risoluzione in Commissione Ambiente sul tema, per cui si assiste troppo spesso al turismo e alla pendolarità dell'amianto, perché se viene smaltito in maniera inadeguata, dovrà essere nuovamente movimentato, con la moltiplicazione degli esborsi e dei rischi;
quindi da duemila euro si è arrivati in molti casi a 5mila euro a tonnellata, che è la cifra di mercato con cui si acquista il rame, quindi chissà, a breve assisteremo anche ai furti di amianto; già abbiamo assistito al posizionamento dell'amianto sotto a scuole, strade e alloggi prefabbricati per le vittime del sisma in provincia di Mantova e in Emilia, dove ditte in verosimile relazione con la criminalità organizzata (inchiesta "Aemilia" e "Pesci" in corso) hanno approfittato dei luttuosi eventi del 2012 per smaltire "low cost" il materiale contenente amianto a loro carico, creando un notevole rischio per i cittadini esposti.
Troppe regioni non hanno neppure una sola discarica adeguata al conferimento dell'amianto, ogni regione italiana ha almeno 1 milione di tonnellate di materiale contenente amianto per un totale di 30 milioni di tonnellate, stimate con troppa approssimazione.
Per capirci, una discarica del genere, ne basterebbe intanto una per ogni regione, ha il volume di Palazzo Montecitorio, spesso ci viene da pensare che se fosse una discarica di amianto avrebbe una funzione più nobile a furia di decreti e atti dittatoriali; un volume del genere non viene reperito per motivi verosimilmente strumentali.
Le tecniche di inertizzazione sono di grande importanza, anche se ad oggi nessun metodo ha dimostrato una sufficiente sostenibilità economica, ambientale e sociale. Proseguire con la ricerca è essenziale, mirandola in particolare alle tipologie di amianto friabile.
Il Ministero dell'Ambiente ha risposto all'interrogazione (a prima firma Zolezzi) in merito alla sostenibilità dell'impianto sperimentale per la denaturazione delle fibre di amianto previsto nel comune di Melpignano (Lecce), proposto dalla Project Resource Asbestos s.r.l. di Cavallino (Lecce), riferendo che l'Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) non era mai stata coinvolta nella valutazione della documentazione in merito alla metodologia proposta e che la stessa Ispra non era in possesso neanche delle minime indicazioni tecniche necessarie per la valutazione; tale dato è sorprendente visto che un impianto del genere dovrà essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale (VIA) da parte dell'ente locale competente e non si comprende su che basi.
Continueremo a lottare per la salute dei cittadini!
Massimo De Rosa
sabato 28 febbraio 2015
UN PAESE BELLO, MA INQUINATO
Sempre a Cava Lupara, nella parte più occidentale, dove c'è un impianto di motocross, il PUC prevede invece la realizzazione di una discarica di inerti provenienti dai lavori delle infrastrutture genovesi, da ricoprire in seguito con manto vegetale e in cui si intende sviluppare un'area per le discipline sportive all'aria aperta (così come per il campo da calcio costruito sopra le terre esauste della Stoppani, anche in questo caso si predilige la teoria arenzanese che lo sport non è salute!).
Nell'altro versante, quello di Ponente, le cose non sembrano andare meglio: riguardo alla gestione dei rifiuti urbani, in tale Progetto è citata la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica (biodigestore). A tal riguardo la responsabile della Regione ha invitato Sindaco e tecnici a prendere in considerazione il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Quest'ultimo è attualmente in fase di approvazione in Regione nonostante la contrarietà del Movimento 5 Stelle e di tutti i comitati e le associazioni ambientaliste che, per via di una linea di indirizzo eccessivamente improntata all'impiantistica e all'incenerimento e poco mirata alla prevenzione, (come invece detta l'Europa), non ne condividono i contenuti.
Purtroppo, anche se nel piano industriale di Amiu, non sono previsti impianti ad Arenzano, il piano di gestione rifiuti regionale, lascia aperte diverse possibilità alla costruzione di un biodigestore nei paesi limitrofi al centro urbano genovese, tra cui Arenzano. Questo anche a causa dell'elevata densità di produzione pro-capite di rifiuti nel nostro Comune, che rientra così a pieno titolo nei criteri di individuazione delle aree destinate alla costruzione di nuovi impianti (nel grafico sono indicate con il colore viola)

Ora, va bene che Arenzano sta sopravvivendo da anni all'inquinamento della Stoppani, al cui confronto ogni altro mpianto può sembrare "ecologico", ma ci sconcerta la superficialità con la quale la nostra amministrazione conceda in cambio di denaro il nostro territorio ad altri strumenti di inquinamento.
Ai confini di levante ci ritroveremo una discarica di inerti utilizzata per abbancamento di un milione e mezzo di metri cubi di rocce e terre da scavo conferite dal COCIV, provenienti dagli scavi del terzo valico e contenenti asbesto (amianto). A tal riguardo si evince che nel rapporto ambientale mancano gli elementi utili a garantire la fattibilità della previsione di abbancamento di materiali e che manca il procedimento cui si intende autorizzare l'intervento, essendo una discarica di inerti fondamentalmente diversa dal riporto di terre e rocce da scavo non classificabili come rifiuto.
Allo stesso tempo, nell'altro versante, quello di ponente, vicino all'area Stoppani già altamente inquinata, è prevista la realizzazione di un impianto digestore che a nostro avviso e secondo la documentazione riguardante gli impianti già esistenti in Italia, risulta essere impattante sull'ambiente e talvolta pericoloso. Naturalmente, a fronte di congrui incentvi, le lobby del biogas e la Regione promuovono questa tipologia di impianto come soluzione ecologica al problema dei rifiuti organici.Per chiudere il quadro non possiamo dimenticarci che in località Pian Masino è già presente, in capo alla società Eco Eridania, un impianto per il trattamento di rifiuti speciali, anche pericolosi che vengono trattati, stoccati e smaltiti in loco.
Diciamo che la Valutazione Ambientale del Progetto Preliminare del PUC, come atri documenti, ci ha confermato la linea di un'amministrazione comunale che per fini di lucro è disposta a inquinare ulteriormente un paese già abbastanza martoriato e ad affermare che nulla inquina, essendo tutto a norma. (così è stato anche affermato e garantito in Consiglio per il riempimento della discarica di Molinetto; ma questo è un altro capitolo che apriremo in seguito)
mercoledì 25 febbraio 2015
I MOTIVI PER I QUALI NON DOVETE VOTARE MOVIMENTO 5 STELLE
Il SENATO FERMI I DISTACCHI IDRICI! Anche noi cittadini mandiamo una mail ai Senatori
Tale soppressione risulta essere un fatto decisamente grave e, se confermata anche al Senato, avrà conseguenze pesanti per quelle migliaia di famiglie colpite giornalmente dai distacchi idrici da parte di gestori che sempre più spesso utilizzano questo strumento in modo diffuso e indiscriminato.
La discussione in Commissione Ambiente del Senato, dopo una lunga pausa, sta riprendendo e domani ci sarà una nuova seduta.
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Oggetto: DDL Collegato Ambientale, sì al ripristino dell'articolo contro i distacchi indiscriminati dell'acqua
Quindi, chi stacca l'acqua cancella un diritto!
Pertanto chiedo con forza che Lei si adoperi affinchè nel disegno di legge "Collegato Ambientale" venga ripristinato l'articolo che impediva il distacco completo e indiscriminato del servizio idrico e garantiva il diritto all'acqua tramite il minimo vitale, basandosi sui principi contenuti nell'art. 9 della proposta di legge C. 2212 “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.
Cordiali saluti.
Firma
lunedì 23 febbraio 2015
DAVVERO LE TERRE DA SCAVO DEL TERZO VALICO NON SARANNO PORTATE A CAVA LUPARA?
Nell'articolo si legge che " non ci sarà alcun utilizzo di Cava Lupara ad Arenzano come sito di smaltimento delle terre e rocce provenienti dagli scavi delle opere infrastrutturali. Lo fanno sapere il consigliere regionale Matteo Rosso, che questa mattina ha discusso in Consiglio regionale la sua interrogazione, e il consigliere comunale di Arenzano Giacomo Robello.
Spiegano i due esponenti di centro destra: “oggi possiamo rassicurare i residenti che al momento non corrono rischi perché i materiali che avrebbero potuto arrivare provenienti dagli scavi per la realizzazione di opere infrastrutturali come Gronda e Terzo Valico avrebbero contenuto tra i possibili agenti inquinanti anche dell’amianto, che tutti sappiamo essere altamente cancerogeno. [...] Oggi una buona notizia, ma non è del tutto scampato il pericolo visto che l’Assessore Paita ha tenuto a rimarcare che effettivamente i siti dove conferire questi materiali sono veramente pochi in Liguria”.
In realtà noi ci chiediamo come la Regione Liguria possa affermare che tale sito non verrà utilizzato dal momento n cui non ci sono state altre delibere di giunta regionale successive a quella di dicembre 2014, nella quale risultava che Cava Lupara e altri siti erano già stati approvati anche dal ministero dell'ambiente.
Insomma tanta confusione, poca informazione e contraddizioni che regnano sovrane ....
Inoltre dal PDU si può leggere che per il materiale da scavo di solo alcune delle grandi opere infrastrutturali liguri i ci sono già circa 30 siti tra genova e savona, senza contare poi le previsioni della gronda e del raddoppio ferroviario finale-andora.
DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE del 16/12/2014
PRESA D'ATTO DELL'INTERVENUTO AGGIORNAMENTO DEL PdU DEL TERZO VALICO FERROVIARIO ED APPROVAZIONE ULTERIORI LOCALIZZAZIONI NECESSARIE PER IL COMPLETO CONFERIMENTO DEI MATERIALI DI SCAVO AL FINE DELL'AVANZAMENTO DEGLI APPROFONDIMENTI PROGETTUALI.
DELIBERAZIONE19/12/2014Data di pubblicazione su web 29/12/2014
Progetti, Infrastrutture, Viabilita', Porti e Logistica - Settore
Responsabile del Procedimento: Floriddia GianfrancoPaita Raffaella
Altri proponenti:
Guccinelli RenzoInfrastutture e porti
Testo della Deliberazione
VISTO il D.M. 10/08//2012 n. 161 “Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo” con il quale, tra l’altro, è stato definito il Piano di Utilizzo delle Terre, per la definitiva individuazione dei siti per il deposito del materiale proveniente dagli scavi delle opere soggette a Valutazione di Impatto Ambientale di livello nazionale che rientra nelle competenze del Ministero dell’Ambiente;
PREMESSO che:
in data 21.12.2011 è stata sottoscritta la Convenzione Quadro tra il Commissario Straordinario, la Regione Liguria, la Provincia di Genova, il Comune di Genova, il Comune di Campomorone, l’Autorità Portuale di Genova, l’Azienda Multiservizi e d’Igiene Urbana, RFI e COCIV con la quale sono stati individuati i siti per il deposito del materiale proveniente dagli scavi delle gallerie del “Terzo Valico”, sulla scorta delle indicazioni della Delibera CIPE n. 80/2006 con la quale è stato approvato il Progetto definitivo del “Terzo Valico dei Giovi” – Linea AV/AC Milano-Genova (di seguito, per brevità, “Terzo Valico”);
il Consorzio COCIV, in conformità alle previsioni del mutato quadro normativo di riferimento, ha predisposto il Piano di Utilizzo delle Terre (PdU) e lo ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente per gli adempimenti di competenza, nel marzo 2013, che lo ha approvato con la Determina Direttoriale prot. DVA-2013-24380 del 24/10/2013;
il Consorzio COCIV ha successivamente predisposto l’aggiornamento del Piano di Utilizzo per le parti variate del progetto, ai sensi dell’art. 8 del D.M. 161/2012 e lo ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente per gli adempimenti di competenza nell’ottobre 2014;
CONSIDERATO che:
i progetti relativi ai siti portuali (“Fincantieri”, “Libia-Canepa” e “Vesima”) inseriti nel suddetto PdU hanno registrato una traslazione temporale tale da non renderli disponibili per il conferimento dei materiali derivanti dalla realizzazione delle opere del 1° e 2° lotto del “Terzo Valico”;
per i siti portuali la delibera CIPE 80/2006 prescrive che “Qualora sia oggettivamente impossibile impiegare parte del materiale di scavo nell’ambito degli interventi portuali, le parti dovranno attivarsi per trovare soluzioni alternative di utilizzo”;
a seguito delle temporanea indisponibilità dei siti portuali (“Fincantieri”, “Libia-Canepa” e “Vesima”) sono stati individuati altri siti sostitutivi per i materiali derivanti dalle opere del 1° e 2° lotto;
PRESO ATTO che con la Determina Direttoriale prot. DVA-2014-0038413 del 20/11/2014 il Direttore Generale della Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali ha emesso il provvedimento di approvazione dell’aggiornamento del Piano di Utilizzo delle terre e rocce da scavo per il “Terzo Valico dei Giovi” Lotti 1 e 2;
ATTESO che nel sopracitato aggiornamento del Piano di Utilizzo delle terre sono stati individuati per i lotti 1 e 2 i seguenti siti:
RILEVATO che la situazione autorizzativa dei siti inseriti nell’aggiornamento del PdU, relativamente ai lotti 1 e 2, riportati nella soprastante tabella e in quanto tali considerati compatibili dal Ministero dell’Ambiente, salvo ottenimento delle singole necessarie autorizzazioni, risulta essere la seguente:
- “Ex Colisa” (Comune di Genova): progetto in corso di autorizzazione;
- “Riqualifica "Colletto" (Comune di Stella): sito autorizzato;
- Cava "Castellaro" - Cravasco (Comune di Campomorone): sito autorizzato;
- Porto di Vado Ligure (Comune di Vado Ligure): sito autorizzato;
- Cave Marchisio - "San Carlo" (Comune di Cairo Montenotte): sito autorizzato;
- Cave Marchisio - "Ventuin II" (Comune di Ne): sito autorizzato;
- Cava “Pian di Carlo” (Comune di Genova): sito autorizzato;
- Progetto “Greenzone” (Comune di Mele): progetto presentato in Conferenza dei Servizi, collegato e subordinato all’adeguamento dell’esistente raccordo con l’autostrada A26;
- “Ex Cava Derrick” (Comune di Genova): progetto in corso di presentazione;
- “Cava Vecchie Fornaci” (Comune di Genova): progetto approvato in sede di VIA regionale;
- “Cava Lupara” (Comune di Arenzano e Comune di Genova): progetto disponibile ma non presentato, comprensivo del raccordo dedicato con l’autostrada A10;
CONSIDERATO che alcuni dei siti sopra indicati, inseriti nel PdU aggiornato, dispongono di ulteriori capacità volumetriche, dimensionalmente significative, ma non sufficienti per il completo smaltimento delle terre e rocce da scavo provenienti dalle gallerie del Terzo Valico, vengono prospettate ulteriori localizzazioni integrative funzionali a tale scopo;
CONSIDERATO che, in particolare, per i successivi lotti 3-4-5, non oggetto dell’aggiornamento del PdU approvato, viene prospettato lo scenario sintetizzato nella tabella che segue, che eccede la volumetria di deposito effettivamente necessaria e riguarda in prevalenza siti già presenti nella convenzione originaria o comunque già individuati nel PdU;
RILEVATO che in pendenza dell’approvazione dell’insieme dei progetti dei siti sopra indicati è stata valutata l’eventualità di dovere ricorrere ad ulteriori siti di riserva, di seguito indicati:
ULTERIORI SITI DI RISERVA
RILEVATO che la situazione autorizzativa dei siti riportati nelle due tabelle soprastanti risulta essere la seguente:
- Ribaltamento a mare “Fincantieri”(Comune di Genova): sito previsto dalla convenzione originaria con progetto definitivo disponibile, comprensivo dell’adeguamento idraulico del Rio Molinassi, di prossima presentazione in Conferenza dei Servizi;
- Ampliamento terrapieno “Rio Cortino” (Comune di Sori e Pieve Ligure): proposta di project financing presentata formalmente, in corso di valutazione per verificarne la funzionalità ai fini della messa in sicurezza del terrapieno esistente e comunque subordinatamente alla riduzione dimensionale del progetto (da 1.800.000 a 600.000 mc circa), alla reinalveazione in superficie del corso d’acqua ed alla fattibilità effettiva della realizzazione di un accesso diretto dall’autostrada;
- Progetto “Alba Sole – Greenpark” (Comune di Albissola Superiore): presentato in Conferenza dei Servizi ed in corso di istruttoria per l’autorizzazione VIA regionale;
- Cava “Sfinge”(Comune di Deiva Marina): sito in parte autorizzato con autorizzazione da adeguare e rinnovare;
- Moli Libia Canepa (Comune di Genova): sito previsto dalla convenzione originaria, conforme al Piano Regolatore Portuale, con progetto da definire;
- Porto di Voltri (Comune di Genova): sito previsto dalla convenzione originaria, conforme al Piano Regolatore Portuale, con progetto da definire;
RITENUTO di:
prendere atto della intervenuta approvazione dell’aggiornamento del PdU per il 1° e 2° lotto, condividendo l’individuazione dei siti ivi indicati, ferma restando la necessità di pervenire alla formale approvazione dei singoli progetti per le localizzazioni non ancora autorizzate;
approvare le ulteriori localizzazioni individuate per i lotti successivi 3, 4 e 5 ma non contemplate dall’aggiornamento del PdU, comprese quelle di riserva, ferma restando la necessità di pervenire alla formale approvazione dei singoli progetti per le localizzazioni non ancora autorizzate e la necessità dell’inserimento in un nuovo aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre;
dover considerare compatibili anche eventuali ulteriori siti di deposito delle terre e rocce da scavo a vario titolo approvati, anche se non indicati nelle tabelle di cui sopra, a condizione della necessità dell’inserimento in un nuovo aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre;
di delegare il Direttore del Competente Dipartimento a sottoscrivere, qualora RFI lo ritenesse necessario, uno specifico addendum alla Convenzione Quadro sottoscritta il 21 dicembre 2011, relativamente alle localizzazioni indicate nelle premesse, ferma restando la necessità di pervenire alla formale approvazione dei singoli progetti per le localizzazioni non ancora autorizzate e la necessità dell’inserimento in un nuovo aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre;
Su proposta dell’Assessore alle Infrastrutture, attività di protezione civile, difesa del suolo, ciclo delle acque e dei rifiuti, ecosistema costiero, rapporti con gli enti locali e l’Assessore allo Sviluppo economico, industria, commercio, commercio equo e solidale, artigianato, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione tecnologica, energia, procedimenti autorizzativi e controlli in materia ambientale, altra economia e stili di vita consapevoli.
DELIBERA
Per tutto quanto sopra specificato ed al quale si fa ogni più ampio riferimento:
di prendere atto dell’intervenuto aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre del Terzo Valico ferroviario, 1° e 2° lotto.
approvare le ulteriori localizzazioni individuate per i lotti successivi 3, 4 e 5 ma non contemplate dall’aggiornamento del PdU, comprese quelle di riserva, ferma restando la necessità di pervenire alla formale approvazione dei singoli progetti per le localizzazioni non ancora autorizzate e la necessità dell’inserimento in un nuovo aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre.
di delegare il Direttore del Competente Dipartimento a sottoscrivere, qualora RFI lo ritenesse necessario, uno specifico addendum alla Convenzione Quadro sottoscritta il 21 dicembre 2011, relativamente alle localizzazioni indicate nelle premesse, ferma restando la necessità di pervenire alla formale approvazione dei singoli progetti per le localizzazioni non ancora autorizzate e la necessità dell’inserimento in un nuovo aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre.
di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria e sul sito WEB regionale;
avverso il presente provvedimento, è possibile proporre ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro sessanta giorni o, alternativamente, ricorso amministrativo straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla comunicazione dello stesso.
mercoledì 18 febbraio 2015
STOPPANI- VISITA DELLA COMMISSIONE BICAMERALE DI INCHIESTA
Oggi, dopo anni, una Commissione parlamentare che svolge inchieste sui traffici illeciti da rifiuti e le ecomafie, ha effettuato una visita ispettiva al sito Stoppani.
Così Alberto Zolezzi e Stefano Vignaroli, membri della Commissione Speciale, descrivono la situazione:
Nonostante alcuni problemi, come le indagini per turbativa d'asta a danni del vice commissario Cecilia Brescianini in merito all'appalto per la bonifica dell'area del magazzino, gli attuali lavori di trattamento delle acque di falda stanno impedendo al cromo esavalente di causare disastri inimmaginabili.
In data 31 dicembre 2014 è scaduto il commissariamento dell'area ed è subentrato il Prefetto di Genova nella gestione ordinaria del sito. Il problema è che anche la gestione del prefetto è scaduta sabato. La Regione è subentrata oggi a fare da "reggenza" alla gestione. Nel frattempo è stato approvato un emendamento al milleproroghe che proroga il commissariamento straordinario (che è scaduto il 31 dicembre) e quindi, fino alla conversione del decreto, sarà la Regione a sostituirsi al nuovo commissariamento.
Il problema però va risolto in un modo molto semplice: l'area ex-Stoppani deve essere assolutamente inserito nei SIN (Siti d'Interesse Nazionale), in modo da avere certezza di denaro e determinati e precisi piani di bonifica. Solo così si può risolvere uno dei più grandi disastri ambientali presenti in Liguria, una bomba di cromo, una delle sostanze più tossiche per l'uomo, che negli anni si era anche inserita nella catena alimentare locale.
Bonificare l'area Stoppani significa mettere in sicurezza un'intera zona che ricomprende decine di migliaia di cittadini.







