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venerdì 19 dicembre 2014

DISCARICHE: Il Movimento 5 Stelle denuncia chi ha sbagliato

Come sapete,  le discariche italiane non sono a norma. Questo a causa dei legislatori italiani, dei governi, dei ministri dell'ambiente, delle amministrazioni regionali e comunali che non si sono mai preoccupati di rispettare la normativa europea che regolamentava la gestione corretta delle discariche e dei rifiuti conferiti. 
Per questo L'Europa ha aperto una procedura di infrazione condannando l'Italia a pagare 40 MILIONI di euro di multa, ovviamente con i soldi pubblici.

Il Movimento  Stelle non ci sta: "Chi ha sbagliato deve pagare. Chi ha voluto le discariche deve assumersene la responsabilità. Non dovranno essere i cittadini a rifondere all'Europa i 40 milioni di euro dovuti per la procedura di infrazione sulle discariche.
Non è ammissibile che a pagare siano i cittadini, dato che i responsabili sono gli amministratori che non hanno affrontato e risolto adeguatamente questo annoso problema."
 

Per questo motivo  il gruppo parlamentare M5S  ha depositato un esposto alla Corte dei Conti contro chi governava nel periodo di infrazione e cioè i presidenti del Consiglio e i ministri dell'ambiente facenti funzione all'epoca dei fatti e i sindaci e presidenti delle regioni pro tempore.

Ecco l'esposto depositato alla Corte dei Conti: https://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.beppegrillo.it%2Fmovimento%2Fparlamento%2F2014%2F12%2Fdiscariche-il-m5s-denuncia-i-ministri.html&sa=U&ei=VDeUVOfIGZOzoQSem4GIBA&ved=0CAYQFjAA&client=internal-uds-cse&usg=AFQjCNFPC2daATToCV9jSZjWkmJeKuzuqQ



giovedì 18 dicembre 2014

ALLUVIONI: I CITTADINI SONO LASCIATI SOLI DALLE ISTITUZIONI


Vi ricordate le innumerevoli promesse fatte un mese fa dal Governo Renzi dopo le alluvioni?  
"Sul dissesto idrogeologico daremo risposte certe agli italiani", "Stiamo investendo 1 miliardo", "investiremo 4 miliardi!", "abbiamo trovato 4 miliardi per il dissesto!!", "Faremo un piano di 7 miliardi in 7 anni!". 
Galletti: "il piano è a una svolta". Del Rio:"Priorità in base al maggior rischio"
 Renzi, Galletti, Delrio, sembravano fare a gara a chi la sparava più grossa
Come sempre, alle promesse di Renzi seguono le smentite. Infatti  la vera risposta del Governo agli alluvionati arriva come una doccia gelata: cari alluvionati, ormai non fate più notizia, le tasse che vi avevamo dilazionato nel tempo per riprendervi dalla devastazione le rivogliamo tutte e sull'unghia entro il 22 dicembre, sapete Natale è vicino e ci servono un po' di spiccioli per finanziare i regali di Natale che come ogni anno inseriamo in Finanziaria per i nostri amici!" 


Nel frattempo sui muri di Arenzano è comparsa un'ordinanza con la quale si chiede a tutti i proprietari, affittuari, agricoltori, possessori di fondi prospicienti i corsi d'acqua, a provvedere alla completa pulizia degli stessi da qualsiasi tipo di materiale si sia depositato negli alvei. Ossia terra, fango, ghiaia, tronchi, rami, massi, alberi nati all'interno, materiale di risulta, rifiuti di ogni genere e di provvedere allo smaltimento secondo i termini di legge.

 

Una vera e propria beffa per tutti coloro che abitano ai confini di un torrente e che si dovranno accollare un lavoro ed una spesa non per tutti sostenibile.
Non solo il Comune non investe nella manutenzione ordinaria di rii e torrenti, ma riversa i suoi doveri sui cittadini.
Sicuramente riuscire a sforare il vincolo di bilanco per sborsare 88.000 per uno studio di fattibilità di un posteggio con annesso il palazzetto, porta più consenso elettorale che mettere in sicurezza il territorio.
Questa è la logica delle attuali forze politiche che ci governano sia a livello territoriale che nazionale. 
Ancora una volta noi cittadini siamo abbandonati a noi stessi da una classe politica sempre più distante dalle vere necessità di questo paese . Un paese che crolla sotto le piogge.





http://www.beppegrillo.it/…/niente-tasse-agli-alluvionati.h…

mercoledì 17 dicembre 2014

SPORT AL CROMO ESAVALENTE

Dopo aver assistito all'ultimo consiglio comunale, iniziamo questo post con una semplice domanda.

Come si può costruire e continuare a mantenere negli anni un complesso sportivo  in un area considerata inquinata dagli stessi amministratori locali ?

Il Sindaco di Arenzano Maria Luisa Biorci, riferendosi all'area Stoppani, due settimane fa ha dichiarato sul Secolo XIX : "quella fabbrica è un cancro che si è metastatizzato così profondamente nel territorio che ancora oggi non si conosce a quale livello di profondità è arrivato l’inquinamento". Stessa affermazione è stata fatta durante l'ultimo consiglio comunale  in cui veniva richiesta la proroga del Commissariamento dell'area e il riconoscimento da parte del Ministero dell'Ambiente di SIN (Sito di interesse Nazionale).
La cosa assurda é  che all'ordine del giorno coesistevano due punti nettamente in contrasto tra loro.

Infatti nello stesso consiglio comunale, il sindaco e la giunta comunicavano con orgoglio che sono stati sbloccati dal patto di stabilità altri 500 mila euro per il rifacimento del manto erboso del complesso sportivo  Nazario Gambino, ubicato esattamente a valle dell'area Stoppani, a meno di 100 metri di distanza da essa. 

In quest'area  negli anni 70 la Stoppani ha stoccato e riversato considerevoli quantità di terre esauste, intrise di cromo esavalente, minerali tossici e metalli pesanti.
Troviamo inquietante il fatto che, nonostante il reale rischio per la salute pubblica,  negli anni addietro si sia  deciso di costruire una struttura sportiva con due campi da calcio che accoglie i bambini di Arenzano e Cogoleto, propria sopra quelle terre.  

Quindi da decenni, in un sito per cui è stato riconosciuto il disastro ambientale e per cui non si è mai nemmeno pianificata una bonifica, ma si è solo speculato con finanziamenti pubblici, ancor oggi, l'amministrazione comunale (sempre dello stesso "colore" da tempo immemore) decide di investire ulteriore denaro per la manutenzione della struttura sportiva. 
Il Comune di Arenzano   è stato addirittura premiato in quanto comune virtuoso in termini di capacità di spesa e utilizzo delle risorse e grazie all'autorizzazione della Regione Liguria, oltre ai 63,2 MILIONI di euro sbloccati a marzo, ha potuto destinare altri 20 MILIONI di euro per spese di investimento e forniture.
Ebbene, come vedete i soldi ci sono. Il problema é sempre lo stesso, ovvero come e dove indirizzarli.



Cos'altro avreste fatto voi per la salute e l'attività sportiva dei vostri figli, con le stesse ingenti somme di denaro a disposizione? 

Non trovate assurdo che con tutti i milioni di euro investiti, non siano esistite e non vi siano tuttora alternative che possano garantire ai vostri figli  una prospettiva di crescita al riparo dai rischi di gravi malattie indotte dal cromo esavalente? 

In politica, ancor più che nella vita, é sempre questione di scelte.


 Nelle foto un particolare delle famose "terre esauste" su cui hanno costruito il campo da calcio "Gambino" di Arenzano


Ex hotel Miramare: la società sfuma sotto la polvere di un fallimento


Giunge la notizia del fallimento di Villa Gavotti srl, proprietaria della struttura alberghiera ex-Hotel Miramare e del cantiere adiacente all'ex Hotel Roma.

IL NOSTRO PAESE QUINDI "EREDITA" ONERI DI URBANIZZAZIONE NON RISCOSSI, EDIFICI FATISCENTI E CANTIERI "APERTI" INATTIVI CON CONSEGUENTE DEGRADO URBANO ED EVENTUALI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA PUBBLICA. 

Mentre noi cittadini in questi giorni ci affanniamo diligentemente a pagare TASI, TARI e IMU, ci chiediamo come intenda intervenire il nostro primo cittadino su queste problematiche? 




LE ILLUSIONI DELLA VIDEO SORVEGLIANZA

Sembrerebbe che in questi ultimi tempi, a preoccupare maggiormente  i cittadini di Arenzano, non sia la crisi economica, bensì la sicurezza pubblica, cioè gli scippi e i furti. Tanto è vero che  l'amministrazione comunale ha deciso di investire un bel po' di soldi pubblici in un sistema di videosorveglianza composto  da quaranta dispositivi, 
sparpagliati tra il centro e la periferia.

Onestamente noi riteniamo che in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, questi 110 mila euro siano  buttati al vento.

Infatti sappiamo benissimo che per la tutela del cittadino Arenzanese non cambierà NULLA. 
Gli scippi alla Coop,  proprio davanti alla stazione dei Carabinieri, non saranno fermati con la sola presenza di una videocamera. Riteniamo sia un altro modo per illudere i cittadini.  

Come si può pensare che telecamere senza alcun presidio real time e relativo pronto intervento, possano sortire anche solo un  effetto dissuasore?

Citiamo due esempi tra i più significativi a sostegno della nostra tesi di inutilità dei sistemi di videosorveglianza urbani:

"secondo dati riportati da Scotland Yard, nonostante la Polizia abbia a disposizione ben 60.000 telecamere nella sola capitale inglese, solo il 3% dei reati predatori di strada vengono risolti a Londra grazie all’ausilio delle telecamere. Una ricerca francese effettuata a Saint-Etienne, ancora, rileva che non più del 2% dei fatti criminosi che avvengono negli spazi pubblici vengono risolti grazie all’uso delle immagini videoregistrate"


IL GIOCO VALE LA CANDELA? 

Un dossier francese  raccoglie alcuni dati sui costi economici dei sistemi di videosorveglianza installati in due città: Saint-Etienne e Lyon. A Saint-Etienne, una città di quasi 180.000 abitanti, dal 2001 sono presenti 67 videocamere per un costo annuale di 1,3 milioni di euro considerando il costo dell'impianto, i costi di manutenzione e la retribuzione dei 28 agenti incaricati di controllare le immagini ricevute. Nel 2008 le videocamere hanno permesso di avviare 130 procedimenti giudiziari contro gli autori dei reati videoregistrati, a fronte dei 10.532 reati accertati dalla polizia nazionale. Questo significa che le videocamere sono stati efficaci nel trattare l'1-2% dei reati avvenuti sul suolo pubblico.

A Lyon, analogamente, a fronte di un costo annuale che si aggira tra i 2,7 e i 3 milioni di euro, i sistemi di videosorveglianza hanno permesso di trattare circa l'1,6% dei fatti criminosi nel 2008. Un costo esorbitante che grava sui cittadini delle città in cambio di risultati molto deboli, come recita il titolo del dossier.

Le videocamere non sono che trappole per le illusioni......


Riferimenti: Ratcliffe J. (2006), Video Surveillance of Public Places, in "Problem-Oriented Guides for Policies. Responses Guides Series",

lunedì 15 dicembre 2014

IL GOVERNO RENZI GIOCA AL RADDOPPIO SULLA TASI 2015

Secondo il Sole 24 Ore, la  Tasi RADDOPPIERÀ nel 2015
Il governo sembra aver deciso che non solo resterà la Tasi, ma sarà pure più cara. Dal vertice tecnico di mercoledì pomeriggio il governo ha capito che sono tante (troppe?) le difficoltà di portare avanti il progetto della local tax.
Quindi  il tetto massimo dell’aliquota per la prima casa fissato al 2,5 per mille (poi diventato 3,3 per mille con l’aggiunta della quota da destinare alle detrazioni), rimane così solo per il 2014.
Dall’anno prossimo il calcolo si allinea alla vecchia Imu, ovvero il 6 per mille. In più, saranno tolte anche le detrazioni.
Per fare un esempio: i Comuni che hanno applicato quest’anno l’aliquota massima del 3,3 per mille hanno incassato mediamente 347 euro per un’abitazione di tipo civile A2. Con il 6 per mille il conto sale a 631 euro, praticamente quasi il doppio. La stessa cosa si verificherà per un’abitazione di tipo economico A3: dai 233 euro di quest’anno si arriva a 424 euro nel 2015.


Le mancanze di coerenza riguardo le  innumerevoli promesse fatte da questo governo, oramai non si contano più.


I PUNTI PRINCIPALI DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULL'ACQUA PUBBLICA


  • LA FORNITURA GRATUITA DI 50 LITRI AL GIORNO A PERSONA
  • IL DIVIETO DI DISTACCHI PER MOROSITÀ'
  • IL DIVIETO DI VENDERE IL CAPITALE TECNICO DEL SERVIZIO IDRICO CHE DEVE      RIMANERE DI PROPRIETÀ PUBBLICA
  • TARIFFE CALMIERATE CHE DISINCENTIVANO GLI SPRECHI
  • LA TRASPARENZA, L'INFORMAZIONE E SOPRATTUTTO PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO, ATTIVANDO IL PRINCIPIO "PAGO, QUINDI DECIDO".





LE FIRME DA RACCOGLIERE SONO MINIMO 5000 IN TUTTA LA REGIONE ENTRO FINE FEBBRAIO 2015, OBIETTIVO GIÀ  QUASI RAGGIUNTO A  FINE NOVEMBRE GRAZIE AI BANCHETTI SPARSI IN TUTTA LA LIGURIA

LA LEGGE DOVRÀ POI ESSERE DISCUSSA OBBLIGATORIAMENTE ENTRO UN ANNO DAL DEPOSITO DELLE FIRME.

Continua la raccolta firme per l'acqua pubblica

Restano tre mesi di tempo ai cittadini arenzanesi per firmare presso la segreteria del Comune.
Ancora una volta registriamo come da una parte ci siano i cittadini, che con le loro firme chiedono che l'acqua sia considerata un bene pubblico e dall'altra c'e' un Governo che con il decreto Sblocca Italia e la legge di stabilita' svela le sue reali intenzioni e cioè' la diretta consegna dell'acqua (e degli altri servizi pubblici) agli interessi dei grandi capitali finanziari, mirando di fatto alla completa privatizzazione del servizio idrico.

sabato 13 dicembre 2014

CONTRADDIZIONI E MANCANZA DI CHIAREZZA SU CAVA LUPARA E SUL DEPURATORE INTERCOMUNALE


Sapete quanto costa Il depuratore intercomunale di Arenzano? 
Costa 21 milioni di euro: soldi che già nel 2003 erano stati stanziati per coprire integralmente la spesa e che provengono da fondi Haven, fondi CIPE, dai fondi dei tre Comuni interessati, della Provincia e della Regione.


Considerato che il totale del capitolato d'appalto, commissionato dal dipartimento di Protezione Civile del CSM ammontava nel 2007 a 5.044.339 euro, ci interesserebbe sapere quali siano stati i lavori non previsti nel capitolato che giustifichino  una quadruplicazione del costo. 
I lavori, iniziati il 31/1/2005, dopo essere stati commissariati più volte e per ultimo dalla Provincia di Genova, sono andati sempre a rilento, finché nel 2014, si sono fermati.
Al Sindaco Biorci, durante l'ultimo consiglio, è stato chiesto dalla minoranza il motivo del fermo, ma le risposte fornite dalla stessa, ci sono apparse poco chiare, e un po' frettolose.
Infatti, secondo il Sindaco e il Commissario Brescianini, la causa del fermo dei lavori sarebbe da imputare  alla chiusura della discarica genovese di Scarpino in cui si sarebbero dovuti conferire 16.000 metri cubi di terre di risulta provenienti dagli scavi di Cava Lupara e che a detta del Sindaco  "sono già lì e ce ne sono già fuori in attesa di essere portate via, e ne devono essere scavate ancora ed essere portate via". Queste le testuali parole del nostro sindaco.
Cerchiamo di chiarire due cose fondamentali:
1-  in una conferenza stampa di febbraio 2014, Burlando dichiarava: "Al momento sono terminate le opere di consolidamento e messa in sicurezza di Cava Lupara, è stata eseguita la messa in sicurezza della parete rocciosa attraverso il posizionamento delle reti di contenimento e sono stati demoliti i manufatti pre-esistenti in calcestruzzo. Inoltre, sono in corso i lavori di preparazione dell'area sulla quale verrà realizzato l'edificio che ospiterà i processi depurativi". Quindi a febbraio di quest'anno a detta di Burlando erano iniziati gli scavi per appianare l'area del futuro depuratore senza preoccuparsi delle già note e severe condizioni di Scarpino che era a rischio chiusura.
Infatti sulla discarica genovese c'era già il problema della frana dei terreni alle spalle di Sestri e la Provincia in primavera aveva lanciato gli ultimatum per la messa in sicurezza dal rischio frane. Inoltre, a mettere soprattutto in allarme di una prevedibile chiusura, era la mancanza di adeguamento della discarica alle normative sui rifiuti. In questo caso ad andare sotto processo è stato il cosiddetto pretrattamento dei rifiuti, ovvero ciò che succede alla spazzatura dopo essere stata raccolta e prima del suo smaltimento definitivo.
Già nel 2013 l’allora ministro dell’Ambiente Orlando, aveva emanato una circolare che introduceva ufficialmente la necessità di separare la parte umida da quella secca della raccolta indifferenziata prima di poter smaltire i residui in discarica. Come altre discariche liguri, Scarpino non aveva e non ha tuttora gli impianti necessari per effettuare un pretrattamento dei rifiuti, pertanto era ed è  fuori norma. Così la Regione Liguria aveva predisposto una deroga per tutti i Comuni che avessero presentato un cronoprogramma per l’adeguamento impiantistico e un piano per l’estensione della raccolta dei rifiuti organici. Tuttavia, come era prevedibile, a metà ottobre di quest'anno e dopo vari avvisi, la deroga regionale è stata ritirata, LA DISCARICA  è  STATA CHIUSA e i rifiuti si sono cominciati a trasportare in Piemonte, portando ad un'emergenza rifiuti ANNUNCIATA.
Ciò premesso, avremmo chiesto: 
perché non è stata pianificata un'altra ipotesi di conferimento, visto che già da tempo la discarica genovese non era a norma e se ne paventava la chiusura?  
perché non pensarci prima?
2- Leggendo la delibera Comunale del 2013 riguardante la convenzione che il Comune di Arenzano ha stipulato con Rete Ferroviaria Italiana e consorzio Cociv, che disciplina l'intervento di riqualificazione e messa in sicurezza di Cava Lupara, leggiamo che vengono  "utilizzati esclusivamente materiali di scavo provenienti dalle GALLERIE DEL TERZO VALICO PER IL QUANTITATIVO STIMATO DI 1.600.000 metri cubi DI TERRE E ROCCE E DA SCAVO.
Oltre all'assurdità della legge che permette di mettere in sicurezza una cava con rocce contenenti materiali inquinanti e nocivi, mentre non permette di utilizzare le terre inerti provenienti dagli scavi della stessa cava e obbliga a conferirli in discarica, ci duole constatare come la Regione Liguria e gli enti locali non abbiano provveduto a fare una legge delega affinché ciò avvenisse e soprattutto in modo da  affrontare il problema annunciato del conferimento con largo anticipo. 
Tanto più che, nonostante la messa in sicurezza con terre del terzo valico e con reti di protezione, recentemente si è verificata un'altra situazione di dissesto della parete rocciosa.
il sindaco Biorci parla infatti di "una frana imponente", tra l'altro ben visibile anche dall'autostrada, mentre Burlando a febbraio asseriva  che erano terminate le opere di consolidamento e messa in sicurezza di Cava Lupara attraverso il posizionamento delle reti di contenimento.
Quindi viene spontaneo chiedersi se accettare un apporto spropositato di rocce e terre da scavo inquinate dal terzo valico, sia davvero l'unico modo per mettere in sicurezza una cava, o se sia solo un modo per incassare denaro che passa attraverso un consorzio discutibile, a scapito di un maggior inquinamento.
Inoltre "se Cava Lupara, nonostante la presunta messa in sicurezza, è a evidente rischio idrogeologico, perché costruirvi alla base un costosissimo depuratore? COME SI FA A COSTRUIRE UN DEPURATORE SOTTO UN TERRENO ROCCIOSO FRANOSO?
Come vedete la situazione  appare controversa e contraddittoria. 
NEL FRATTEMPO, FIUMI DI DENARO PUBBLICO SCORRONO VIA, I TEMPI SI DILATANO, LE COOPERATIVE APPALTATRICI SPECULANO E L'INQUINAMENTO AUMENTA, IN BARBA A TUTTE LE LEGGI EUROPEE CHE TUTELANO L'AMBIENTE.




venerdì 21 novembre 2014

EMERGENZA LEGNAME SUGLI ARENILI POST ALLUVIONI E MAREGGIATE.



In tutto il litorale ligure dopo le alluvioni e le mareggiate, oltre

ai danni, si ripete sempre lo stesso fenomeno: tonnellate di detriti, in gran parte legname trascinato dalla piena dei torrenti in mare, vengono rigettati sulle spiagge.
Nei giorni scorsi anche la spiaggia di Arenzano si presentava come una distesa di legname, canne, arbusti e detriti.
Per una recente legge emanata dal Governo Letta, tronchi e arbusti bagnati sono considerati rifiuti solidi urbani, quindi, come tali, c'é il divieto di bruciarli sul posto come avveniva un tempo.
Inoltre i concessionari degli stabilimenti balneari sono obbligati a rimuoverli.
Tutto ciò ovviamente comporta un costo che grava sull'intera cittadinanza.
Trattandosi di legno impregnato di acqua e di sale, esso non può essere considerato come rifiuto riciclabile e smaltito nella raccolta differenziata, ma viene smaltito in discarica: dato che il costo di smaltimento va in base al peso e il materiale risulta molto più pesante proprio perché pregno d’acqua, i costi aumentano. A conti fatti quindi, ogni volta che i Comuni liguri devono sostenere questi costi, sborsano una media di 120 euro a tonnellata per smaltire in discarica materiale appesantito dall’acqua. Queste cifre ricadono successivamente sulla TARI.
Il buon senso ci porta a dire che in questo modo andiamo a riempire le discariche di materiale che potrebbe essere utilizzato diversamente, sicuramente in modo economicamente più vantaggioso per tutti noi. Fino a non tanto tempo fa i tronchi di legno erano considerati materiali organici, ora sono diventati "rifiuti solidi urbani".
In poche parole, per la normativa italiana, un albero che viene trascinato dalla potenza della piena del fiume e percorre decine di chilometri, una volta arrivato alla foce, si inzuppa di acqua salata e diventa un RIFIUTO: un paradosso che ci costa molto caro.
Una definizione del Ministero dell'Ambiente ci costringe a smaltire in discarica la legna trasportata dai fiumi sugli arenili trasformando in un costo quella che potrebbe essere una risorsa da utilizzare anche per mettere in sicurezza il territorio. Uno spreco da diverse centinaia di migliaia di euro.
In casi come questi, sempre piu frequenti negli ultimi tempi occorrerebbe che i nostri amministratori comunali chiedessero al Presidente della Regione e all’assessore all’Ambiente di attivare un protocollo tra Regione Liguria e Comuni per consentire ai cittadini di prelevare questi legnami per realizzarne legna da ardere o per poterla riciclare e riutilizzare per altri scopi; ovviamente occorrerebbe, per la tutela dell'ambiente, un'ispezione preventiva da parte della polizia municipale la quale verifichi che non ci siano anche materiali plastici, ferrosi o pericolosi.
In alternativa si potrebbe procedere ad un'analisi chimica della legna e, nel caso non risulti alterata da sostanze inquinanti , farla triturare in modo che si possa utilizzare per la produzione di compost o di pellet per stufe.

Dopo gli ingenti danni causati dalle recenti alluvioni, non possiamo fare a meno di sottolineare che se la legna venisse intercettata a monte, risolverebbe anche importanti e purtroppo nefasti problemi di dissesto idrogeologico.