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lunedì 31 luglio 2017

DEBITI FUORI BILANCIO: IL COMUNE SI E' PROSTRATO AI PIEDI DI UN BAR TRASCURANDO I DIRITTI DI UN'ALTRA ATTIVITA' COMMERCIALE... Ed ora le spese le pagano i cittadini. .

Pubblicato da SaBrìna Traverso31 luglio

Qui siamo di fronte ad una sentenza del Consiglio di Stato e tutte le spese processuali e di avvocati che hanno generato un debito fuori bilancio a causa di una perseveranza nell'errore da parte del Comune.
Riteniamo vi sia una grave responsabilità da parte degli uffici.
In data 31 dicembre 2003 la società Olivette aveva presentato una domanda di concessione di suolo pubblico prospiciente l'esercizio commerciale , nel 2004 era stata fatta una modifica al Regolamento Generale per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche comunali e nel novembre 2005 il Responsabile del Servizio Patrimonio, Demanio e Catasto del Comune di Arenzano aveva chiesto l'annullamento della domanda e negato la concessione. Con un provvedimento del 31 agosto 2005 si era data concessione permanente al bar Roma per il mantenimento dell'occupazione del suolo pubblico in corso Matteotti frontistante al civico 116.
L’area, oggetto della richiesta di concessione, immediatamente prospiciente l’esercizio commerciale della società ricorrente, è stata concessa ad uso esclusivo al bar Roma supponendo l’efficacia dell’ originaria concessione, titolarità che con sentenza (TAR, sez. I. n. 209/05)è invece stata esclusa;
alla ricorrente invece non è stata concessa la possibilità di esercitare il diritto di prelazione previsto dal regolamento comunale per lo spazio antistante l’esercizio commerciale;
’amministrazione ha il dovere di porre in comparazione le richieste al fine di giungere ad una soluzione che contemperi le opposte esigenze;
Ovviamente la richiedente ha fatto ricorso al TAR.
Dopo la prima sentenza del Tar che ha accolto la richiesta della società olivette, il Comune, pur sapendo di essere nel torto, si è opposto al ricorso ed è ricorso in appello al Consiglio di Stato. Evidentemente ha fatto ricorso per tentare di giustificare le azioni errate fatte prima. Il nostro voto contrario esenta da eventuale responsabilità erariale: questa è un''azione che nasce errata ed in cui l'errore è noto.
Sia parte politica che funzionari, a quanto si legge in sentenza, hanno prima fatto quel che non avrebbero dovuto fare e poi hanno cercato di coprirsi le spalle facendo opposizione al ricorso al TAR e, non paghi, hanno pure fatto appello al CdS.
Non solo votiamo contrari, ma ci riserviamo di approfondire la vicenda, in quanto, leggendo le sentenze, si evidenzia un trattamento ingiustificatamente favorevole ad un attività commerciale rispetto ad un altra con l'evidente beneplacito della politica. Di fronte ad un pari diritto e a tre sentenze, abbiamo il dovere di approfondire i motivi di cotanta ostinazione.
Votiamo contrari perchè oltre al danno arrecato in questo caso ad una attività commerciale, c'è anche la beffa, visto che le spese legali le pagano i cittadini e non certo i politici o i dirigenti che hanno agito contro l'interesse pubblico.
Faremo analizzare bene le due sentenze in vista della presentazione di una mozione con cui impegneremo il sindaco "a dare mandato agli uffici di avviare un'indagine interna per verificare le responsabilità dei dirigenti e verificare la possibilità di rivalersi anche economicamente sui dirigenti che dovessero risultare aver agito con estrema superficialità o colpa.

lunedì 17 luglio 2017

EMENDAMENTI PER OTTENERE MAGGIORE TRASPARENZA NELLE NOMINE CHE DEVONO SEGUIRE I PRINCIPI DI MERITOCRAZIA E NON QUELLI DI "SCAMBIO DI FAVORI POLITICI"

Pubblicato da SaBrìna Traverso17 luglio

I criteri per la nomina di rappresentanti del comune nelle società partecipate e nelle fondazioni dovrebbero sempre essere ispirati ai principi sanciti dalla Costituzione, dell’imparzialità, della competenza e del merito, nonché della piena trasparenza e pubblicità dei processi decisionali.
Nella prassi pregressa molto spesso le scelte erano effettuate di fatto dai dirigenti dei partiti, con prefissata ripartizione di“posti” fra maggioranza e opposizioni o fra diversi partiti o gruppi politici, anche a scapito di valutazioni di merito solidamente fondate, così che spesso si consideravano certe nomine come giustificate più dall'intento di “collocare” persone in considerazione di loro appartenenze o “meriti”politici che non dalla ricerca delle migliori competenze e capacità in relazione all'incarico da svolgere.
Vi sono casi di nomine effettuate in persona di consiglieri comunali, venendosi in tal modo così a cumulare la funzione rappresentativa nell'ente controllante (il Comune) con quella di amministrazione in enti controllati; nonché casi di cumulo ingiustificato di incarichi.
E’ perciò necessario, da un lato che si configurino procedimenti trasparenti e corretti per pervenire alle designazioni; dall'altro lato, che si identifichino e si rispettino di fatto adeguati criteri
sostanziali per le scelte da effettuare.

La riunione della 1^ Commissione é stata abbastanza fruttuosa.
Grazie al lavoro svolto e alla tenacia, siamo riusciti ad apportare alcune modifiche migliorative, sia nella forma che nel contenuto, agli indirizzi per le nomine dei rappresentanti del Comune negli enti, nelle aziende e nelle fondazioni.
Ora il documento rivisto verrà portato nuovamente in consiglio per l'approvazione.
Il concetto di trasparenza non é ancora così diffuso e "digerito" dalla amministrazione arenzanese, ma su alcuni punti si é giunti ad una mediazione che comunque ha apportato un miglioramento sotto questo aspetto.

-RISULTATI RICICLAGGIO ANNO 2016 E SANZIONI: IL COMUNE DI ARENZANO DOVRÀ' PAGARE 4.035 EURO

Pubblicato da SaBrìna Traverso17 luglio

I consiglieri regionali M5S Regione Liguria ci hanno appena trasmesso la delibera di giunta che accerta le percentuali di riciclo per tutti i comuni secondo la l.r 20/2015 che prevede a partire dall'ultimo quadrimestre 2016 obiettivi di riciclo, pena una sanzione di 25 euro ogni tonnellata di rifiuto raccolto in modo indifferenziato, fino a raggiungimento dell'obiettivo.
Queste sono le sanzioni di cui sui giornali si è letto ultimamente, unite a quelle sul mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previste dal dlgs 152/2006 (ecotassa).
Nella tabella potete vedere nelle ultime tre colonne, rispettivamente, il quantitativo mancante al raggiungimento dell'obiettivo relativo all'ultimo quadrimestre 2016 (in Kg), il quantitativo mancante relativo all'annualità (espresso in tonnellate) e il contributo richiesto (espresso in Euro).
Come si può vedere il Comune di Arenzano dovrà pagare 4.035 euro a causa del mancato raggiungimento della raccolta differenziata inviata al riciclo di plastica e metallo.
Ciò significa che qualcosa non ha funzionato.
Probabilmente il sistema di raccolta di questi materiali non è stato quello idoneo e, allo stesso tempo, è mancata un' adeguata campagna informativa e di sensibilizzazione del cittadino.

mercoledì 5 aprile 2017

VILLA FIGOLI: CANTIERE FERMO CON LE QUATTRO FRECCE E “ZERO” INFORMAZIONI


Il parco di Villa Figoli, che l’attuale amministrazione aveva fieramente presentato come un nuovo motivo d’orgoglio per Arenzano, ad oggi  sta mostrando una realtà assai diversa e poco edificante: un insidioso cantiere a cielo aperto e un’opera ancora incompiuta.

Visto che da  oltre un mese non registriamo apprezzabili avanzamenti dei lavori,  abbiamo fatto qualche piccola ricerca…..

e con stupore, abbiamo scoperto che in data 23 febbraio 2017, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato  pubblicato il decreto del Ministero dello sviluppo economico (2 febbraio 2017)  col quale  la CEMS società cooperativa, esecutrice (in subappalto) delle opere edili ed impiantistiche, veniva posta in stato di liquidazione coatta amministrativa.


Sulle ragioni dello stallo dei lavori, qualunque esse siano, ci saremmo aspettati più informazioni e maggiore trasparenza.

In occasione della "singolare" consultazione pubblica in merito all'affidamento in house  del servizio rifiuti e manutenzione verde pubblico abbiamo avuto modo di misurare quale fosse, per l’attuale  amministrazione, il concetto di coinvolgimento del cittadino. 

Di conseguenza:
·   sulla scorta del vostro modus operandi, avremmo forse dovuto aspettare notizie- sulle motivazioni del fermo-lavori da un commissario liquidatore?

·   Oltre alla fastosa passerella di inaugurazione (a cantiere aperto) non sarebbe stata opportuna anche una “contro-passerella” informativa sul fermo lavori?

·   Vi pare normale che a fronte delle spese sostenute - e a più di quattro mesi dall’apertura - il parco sia ancora in queste condizioni?

Si tratta di un bene che appartiene all'intera collettività!

Una cosa è certa, la prossima amministrazione, oltre a trascinarsi dietro un potenzialmente corposo contenzioso, erediterà anche il pesante fardello dell’incompiuta, che porterà con tutta probabilità ripercussioni negative sia di ordine economico che di immagine per il paese.

A questo punto ci chiediamo quanto tempo ancora dovrà trascorrere per vedere definitivamente ultimati i lavori di riqualificazione del parco!

Ovviamente la risposta muterà a seconda della compagine politica che comporrà la prossima giunta.

Certo è che Il M5S non nasconderà la polvere sotto il tappeto, dando continuità all’attuale sistema di mala gestio, ma intraprenderà scelte molto coraggiose, in totale trasparenza, al fine di tutelare patrimonio e pubblico interesse.

Alla luce dello stato dei fatti e dei luoghi, con grande preoccupazione, esponiamo la presenza di mezzi meccanici, attrezzi, materiali edili e rifiuti (forse anche pericolosi) in aree non idoneamente protette e quindi liberamente accessibili a chiunque; situazione che potrebbe protrarsi nel tempo, con quanto di conseguenza.

Non pensate che il complesso Villa Figoli-Des Geneys avrebbe meritato una dignità diversa da quella delle cosiddette opere incompiute?

Il M5S Arenzano, coerentemente col suo programma, farà della trasparenza e dell’informazione, in ogni settore, motivo del suo mandato, a maggior ragione nelle fasi relative alle gare di appalto.

Osservate e giudicate voi stessi se vi sembra normale che un complesso  di pregiato valore ambientale-naturalistico e patrimoniale si presenti agli occhi del visitatore in questo stato......   Sono questi i meriti che hanno “cagionato” l’onorifica carica a presidente onorario della fondazione Villa Figoli …?



giovedì 30 marzo 2017

VILLA FIGOLI: A LORO E ALLORI


Come sappiamo il Comune di Arenzano ha acquistato e sta ristrutturando Villa Figoli, con lo scopo di renderla fruibile da parte dei cittadini e dell'utenza turistica in genere, destinandola, in parte, anche ad altre attività tra cui l'istruzione e la formazione. Per quest'ultimo fine, l'amministrazione si è orientata verso l'Accademia della Marina Mercantile per la scuola di hotellerie di bordo. Si è inoltre scelta la struttura giuridica della fondazione,
con onori ad personam, ed oneri collettivi.

L'Articolo 12 della bozza di Statuto della fondazione, allegata alla delibera del Consiglio Comunale n.32 del 29 novembre 2016, infatti recita:

PRESIDENTE ONORARIO

La carica di Presidente Onorario è assegnata al Sindaco in carica al momento della costituzione della Fondazione. Il Presidente Onorario è invitato permanente alle riunioni del Consiglio Direttivo e, se costituito, al Comitato d’Indirizzo, senza  diritto di voto,  e può essere delegato dal Presidente della Fondazione a rappresentare la stessa in occasione di eventi ed iniziative pubbliche a sostegno dell’attività della Fondazione. Nel caso di elezione dello stesso a cariche politiche sovracomunali il Presidente Onorario decade dalla carica.
       Il Presidente Onorario può essere nominato Presidente
Effettivo.


Pertanto, è verosimile desumere che:


a prescindere da ogni considerazione, presidente onorario della fondazione sarà l’attuale sindaco, Dott.ssa Maria Luisa Biorci, riconducendo alla persona, anziché alla carica, il privilegio del riconoscimento onorifico che, di fatto, attribuisce prerogative che vanno ben oltre l’aspetto formale o nominalistico dell’investitura, costituendo presupposto – “a vita” - per l’eventuale futura o successiva elezione a presidente effettivo ed inibendo ad altri successivi sindaci di surrogarla nella carica, anche nell’eventuale ipotesi di sua decadenza per elezione a cariche sovracomunali.


Cosicché, il presidente onorario, odierno sindaco, manterrà tale veste anche qualora non dovesse essere più rieletto o, comunque, non rivestisse più la carica.


In altre parole:


  • Se, in occasione delle nuove elezioni, non dovesse essere rieletta sindaco, manterrebbe la carica onorifica, con possibilità di “promozione” a presidente effettivo, non ostando cause di incompatibilità con la perduta carica;


  • Se, in occasione delle nuove elezioni comunali, dovesse essere eletta consigliera, anche di minoranza, conserverebbe la carica onorifica;


  • Parteciperà sempre, anche quando non sindaca,  a tutte le riunioni degli organi di indirizzo e di governo della fondazione;


  • Nel caso di nomina a cariche sovracomunali, nessuno rivestirà la sua carica, nemmeno il nuovo sindaco pro-tempore;


  • Potrà essere delegata a rappresentare la fondazione in occasioni pubbliche, in rappresentanza e rassegna della collettività Arenzanese, anche se non più ivi dimorante.


Ovviamente, la nomina a presidente onorario di chi avesse fondato l’organismo con la dotazione di propri beni o risorse, non avrebbe destato alcuna meraviglia, ma poiché nella fattispecie la fondazione viene dotata di beni e patrimonio pubblico, cui il sindaco è mero “gestore/amministratore” e non proprietario, non è dato rilevare il nesso causale tra l’attribuzione “ad personam” della qualifica di prestigio e di riserva in pectore della potenziale nomina  ad amministratore e legale rappresentante ed il distintivo elemento soggettivo in base al quale le è stata attribuita la medesima carica onorifica. Né il sindaco di un comune che propone o perora la costituzione di una fondazione con beni o risorse pubbliche, potrebbe paragonarsi a chi destina un personale o familiare patrimonio alla fondazione per uno scopo specifico.


Così come, a prescindere dal vaglio dell’opportunità e del riscontro dei requisiti di efficacia ed efficienza in relazione al perseguimento degli interessi pubblici, non è dato rilevare quale sia o possa essere l’interesse pubblico dei cittadini Arenzanesi a riservare all’attuale sindaco una carica onorifica, quand’anche di lustro personale, distonica rispetto alla potenzialmente mutevole volontà elettorale nella scelta del primo cittadino al quale “tributare” l’onore e gli onori di rappresentanza della comunità in ogni dove.

Illuminante sarebbe poter comprendere, magari con l’aiutino degli autori dell’investitura, quali siano state le ragioni di una potenziale ultrattività, rispetto alla carica, della nomina a presidente onorario dell’odierna sindaco.

giovedì 23 marzo 2017

CITTADINI ROVINATI E TANTI SINDACI "DISTRATTI": il M5S cerca di porre un freno all'azzardopatia

Di fronte alla recente apertura di una sala scommesse in Arenzano (e il vociferare di una prossima apertura di un'altra sala in zona porto), come cittadini e come M5S Arenzano, ci troviamo in una situazione di sgomento e di disagio. Avremmo altresì gradito che l'attuale giunta avesse assunto quantomeno una posizione chiara e netta in merito al contrasto all'azzardopatia; invece ci siamo trovati con una sala già aperta, nelle vicinanze di punti di aggregazione sociale.

 Da un lato il governo che, solo a parole, dice di voler contrastare il gioco d'azzardo, dall'altro la Regione Liguria che fa melina e ostruzionismo ad una seria legge che tuteli i cittadini e soprattutto le fasce deboli. Un dato allarmante che ci arriva da Genova è che nel 2016,  i casi di persone seguite per problemi legati alla ludopatia, sono raddoppiati! 

NOI ABBIAMO BISOGNO DI SINDACI CORAGGIOSI.

E' bene sapere che le regioni possono legiferare in materia di  giochi e che i Comuni, che tutelano la salute dei cittadini, dovrebbero dotarsi di norme stringenti. Pertanto, laddove non vi siano interessi, Regioni e Comuni sensibili  si attivano con leggi e PROPRI REGOLAMENTI per arginare  la dilagante diffusione del gioco d'azzardo;

In Liguria  il 2 maggio termina la deroga di cinque anni stabilita nel 2012 per le concessioni rilasciate prima dell'entrata in vigore della legge regionale n.17/2012. Ovviamente i Comuni hanno avuto ben 5 anni di tempo per dotarsi di regolamenti anche più stringenti della medesima legge regionale.

Oggi pare che dominanti forze politiche della  Regione Liguria  vogliano prorogare di un anno la fase transitoria, consentendo, fino al 2018, la persistenza di apparecchi da gioco (installati ante legem), anche al di sotto dei limiti minimi di distanza dai luoghi sensibili.
I sindaci dovrebbero invece assumere delle posizioni ferme e di forte contrasto sul proliferare delle sale da gioco e delle sale scommesse, confortati dal fatto che, nonostante i loro provvedimenti possano essere osteggiati da ricorsi e  richieste di risarcimento danni da parte delle multinazionali del gioco, la maggior parte delle sentenze in materia ha sempre visto soccombere i ricorrenti.
Solo di recente, grazie a due sentenze della Corte costituzionale (n. 300 del 2011 e n. 220 del 2014) si è affermato un nuovo indirizzo giurisprudenziale, in ragione del quale gli interventi dei Comuni e delle Regioni in materia di gioco d’azzardo sono ora considerati legittimi e compatibili sia con il dettato costituzionale che con i principi comunitari.






Le cifre che lo Stato guadagna sono enormi, così come enormi sono i danni sociali e alla salute dei cittadini alla cui tutela è demandato ogni sindaco. Pertanto  le amministrazioni locali dovrebbero rappresentare il primo argine sul territorio contro il dilagare di questa piaga, intervenendo con specifiche ordinanze e regolamenti comunali.


Il Movimento 5 Stelle, da sempre impegnato nella lotta al gioco d'azzardo, sta preparando una proposta di legge (ora in discussione sulla piattaforma  ROUSSEAU) che si pone l’obiettivo di creare una disciplina uniforme dando piena legittimità all'azione dei Comuni, in materia.

Questa proposta di legge  modifica la legge Balduzzi disponendo che per l’istallazione degli apparecchi idonei al gioco lecito sia necessaria l’autorizzazione del Comune, la cui validità è di 5 anni.
Per l’apertura di agenzie  di scommesse ippiche e sportive e  sale dedicate all'installazione di apparecchi o sistemi di gioco VLT (Video Lottery Terminal) dovrà parimenti essere ottenuta la licenza rilasciata dalla Questura ma anche l’autorizzazione comunale deve costituire condizione di esercizio dell’attività sul territorio comunale.
Al fine di tutelare le categorie di soggetti maggiormente vulnerabili (ad esempio i minori) vieta la collocazione degli apparecchi da gioco nei locali in prossimità di scuole, chiese, ospedali e altri “luoghi sensibili”.
Al fine di prevenire il rischio di accesso ai minori e garantire la sicurezza e la salute dei cittadini  prevede che gli apparecchi da gioco non possano restare in funzione per una durata superiore alle 8 ore al giorno e attribuisce ai Comuni la facoltà di fissare in concreto gli orari di esercizio, in base alle esigenze territoriali. Infine prevede sanzioni per il mancato rispetto della presente legge.

I Sindaci devono dichiarare da che parte stanno:  vogliono fare gli interessi  delle potenti lobby del gioco d'azzardo  o vogliono stare dalla parte della collettività, cercando di sconfiggere una crescente piaga sociale?

Come meetup M5S Arenzano esortiamo l' Amministrazione  comunale a dotarsi di un REGOLAMENTO SALE DA GIOCO E GIOCHI LECITI che disciplini la materia, in conformità a quanto previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS)  e dalla Legge Regionale 17/ 2012, avvalendosi della facoltà di prevedere norme ancora più stringenti e prevedendo la permanente attuazione di efficaci controlli sul rispetto dello stesso.



Vi invitiamo ad ascoltate l'intervento di Matteo Mantero sul gioco d'azzardo: https://www.facebook.com/matteomantero.m5s/videos/1105128726282706/

domenica 12 marzo 2017

VILLA FIGOLI DE GENEYS: PARCO STORICO O PARCHEGGIO?

Torniamo a parlare per la terza volta del parco storico di Villa Figoli De Geneys.
La prima volta abbiamo affrontato l'argomento dell'abbattimento sregolato degli alberi con un esperto agronomo che ci ha raccontato la storia del giardino all'inglese, i suoi pregi e le modalità di manutenzione del suo patrimonio arboreo.
Siamo tornati recentemente a parlare del parco per denunciare una situazione di degrado e pericolo che ancora si protrae e si palesa dopo quattro mesi dall'inaugurazione, documentando la nostra segnalazione/denuncia con una discreta quantità di materiale fotografico.
Ebbene, purtroppo oggi siamo costretti nuovamente a tornare sull' argomento "parco villa Figoli" in quanto  in questi mesi abbiamo rilevato la presenza costante - dal lunedì al venerdì - di diverse autovetture e motocicli  all'interno dello stesso parco,  che viene pertanto  utilizzato come parcheggio (vedi immagini)

VISTO CHE il Comune di Arenzano è dotato di  un Regolamento dei parchi Storici in  cui si legge testualmente:

  • nella premessa:
i parchi  rappresentano un valore inestimabile dal punto di vista salutistico, culturale, urbanistico, storico, ambientale, naturalistico, faunistico. I parchi storici, individuati nella Villa Negrotto Cambiaso, nella Villa Mina, Villa Maddalena e Villa Figoli – Des Geneys costituiscono pertanto un bene prezioso da salvaguardare e tramandare alle future generazioni, nei quali si deve entrare come si fosse in un museo.
 Tenuto conto del valore storico testimoniale - architettonico - botanico, i parchi devono, comunque, essere godibili nelle corrette e giuste forme d’uso, al fine di conservare e tramandare quel messaggio di cultura del quale sono portatori, anche attraverso destinazioni d’uso alternative, la gestione economica e tecnica. Risulta, pertanto, di fondamentale importanza rendere il parco fruitivamente vitale, evitare di identificarlo come verde pubblico generico, in quanto ciò lo porterebbe verso un inevitabile decadimento, come testimoniano numerosi esempi sul territorio regionale e nazionale. 

  • al capo III, art.6:
1. In tutte le aree di cui all’articolo 1, con esclusione del Parco di Villa Maddalena E' VIETATO CIRCOLARE E SOSTARE CON QUALSIASI VEICOLO A MOTORE O RIMORCHI. È ammesso, comunque, l’ingresso in tutti i Parchi ai veicoli al servizio di persone invalide di cui all’articolo 188 del Decreto Legislativo n. 285/1992 (codice della strada) e ai veicoli di servizio, soccorso, manutenzione, vigilanza, fornitori in effettivo servizio.

2. In occasione di eventi e manifestazioni, autorizzate dall’Amministrazione Comunale, gli organizzatori dovranno richiedere apposito permesso di transito al competente ufficio di Polizia Locale.

4. La Giunta Comunale, sentito il parere tecnico della Commissione dei Parchi, stabilisce le zone di carico/scarico merci.




CHIEDIAMO:
 - Perchè, salvo eventuali deroghe,  il regolamento non venga rispettato

 - Perchè a distanza di 4 mesi dall'apertura non sia stata ancora apposta la necessaria  cartellonistica sui cancelli di ingresso in cui si indicano i relativi divieti (e non solo, vedi proposte). 
A tal proposito ci risulta da una ricerca sul sito web del Comune che in sede di quella che risulterebbe essere,  dagli atti pubblicati, l'ultima  riunione  dellla Commissione tecnica dei  Parchi storici del  13 maggio 2014  (Verbale Commissione Parchi storici ), che, per quanto concerne  gli altri parchi storici di Arenzano  si sia provveduto o comunque si sia dato impegno di  realizzare pannelli illustrativi e cartellonistica adeguata.


 - Perchè un parco storico, che fa parte dei beni patrimoniali del Comune e rappresenta un valore inestimabile dal punto di vista urbanistico, storico, ambientale, naturalistico, non venga tutelato adeguatamente al fine di proteggere questo  patrimonio, soprattutto a fronte di una spesa cospicua sostenuta con soldi pubblici.

 - Perchè il Comune non tuteli, vietando il transito alle autovetture, la sicurezza dei fruitori del parco (soprattutto anziani e bambini)

- Se e quando - visto il transito di furgoni  -   la Commissione Parchi storici  si sia espressa in merito all' identificazione di un'area destinata alle operazioni di carico e scarico merci.

- Se da parte dell'area VII siano state emesse eventuali autorizzazioni al traffico veicolare in deroga ai divieti imposti dal suddetto  regolamento 

-  Perchè sul sito web del comune i verbali pubblicati delle riunioni della Commissione parchi storici non vadano oltre il 14 maggio 2014

cancello ingresso mancante di cartellonistica
cancello ingresso mancante di cartellonistica














Ergo, PROPONIAMO:

Alla Commissione Parchi storici di Arenzano, oltre che assicurarsi del  rispetto del succitato regolamento comunale dei parchi, anche di cogliere l'occasione, in fase di scelta e affissione della cartellonistica indicante i divieti, di dedicare all'argomento dei cartelli particolare attenzione.

Visto che anche il parco di Villa Figoli de Geneys è un parco storico di rilievo, riteniamo che sarebbe opportuno dotare gli ingressi di una cartellonistica degna della storia del parco e della villa, prediligendo una comunicazione visiva che preveda la cartina del parco, indicazioni generali dei servizi e dei divieti all’interno del Parco, le evidenze da visitare, gli orari di apertura e chiusura, oltre il numero per informazioni turistiche dello IAT 0109127581, la mail parchi.storici@comune.arenzano.ge.it, e il Numero Unico Emergenze 112 (come già proposto per gli altri parchi dall' arch. Carlini)

Un cartello serve, ovviamente, per dare indicazioni a chi lo legge. Ma è anche un elemento sostanziale della immagine e soprattutto della identità del soggetto che rappresenta. Non solo dal punto di vista di un esperto di comunicazione, o di marchi o brand o di un cultore di araldica, per il quale stemmi e motti emblematici rivestono grandi valori da tramandare, ma anche e soprattutto per un turista che viene ad Arenzano per visitare il parco.  



























martedì 7 febbraio 2017

ECCO COME LA CONSULTAZIONE PUBBLICA PUÒ TRAMUTARSI DA PIENO DIRITTO DEL CITTADINO A CONDIZIONATA CONCESSIONE

In data 31.3.2015 con delibera n. 6  il Consiglio comunale di Arenzano approvava il piano di razionalizzazione delle partecipate;
In data 26.7.2016 con delibera n. 26 il Consiglio comunale di Arenzano preannunciava due possibili soluzioni alternative alla gara per la gestione del servizio rifiuti:


  • Liquidazione di Aral S.p.a.
  • Eventuale  trasformazione di Aral S.p.a. in società in house;


Con avviso pubblicato nell’albo pretorio in data 14.12.2016 il Comune di Arenzano indiceva la consultazione pubblica, obbligatoria per legge, concedendo 6 giorni di tempo alla cittadinanza per prendere atto della trasformazione di Aral S.p.a in società in house previo riscatto del 40% delle quote in mano al socio privato (Re.Tyre srl.), prescrivendo che le relative osservazioni sarebbero dovute pervenire esclusivamente  tramite il servizio PEC da inviare entro il 20.12.2016.
Nonostante un termine ridotto e insufficiente a partecipare attivamente e propositivamente al processo decisionale, incidendo anche sulla formulazione dei diversi punti di vista, il 20.12.2016 abbiamo inoltrato - via PEC - le nostre osservazioni che, per questioni di tempo, non potevano essere altro che inerenti al metodo e non al merito.
Ci dispiace dover sottolineare che la risposta del Sindaco alla nostra pec non sia giunta con analoga solerzia (visti i tempi stringati lasciati al dibattito pubblico), ma solo a deliberazione e votazione avvenuta, ossia il 30.12.2016, a mezzo raccomandata consegnata all’ufficio postale in data 28.12.2016 e recapitata al gruppo la mattina successiva alla votazione della delibera n.34 del 29.12.2017.
Ovviamente, dopo esserci presi i tempi adeguati per leggere e studiare  tutta la documentazione e capire nel merito le motivazioni di tale scelta, abbiamo replicato alla  nota inviataci dal Sindaco al fine di esporre la nostra contrarietà alle asserzioni contenute in essa e porre in risalto altri rilevanti aspetti di ordine valutativo rispetto alla convenienza economica e finanziaria dell’operazione, anche alla luce delle possibili conseguenze e riflessi sugli interessi patrimoniali degli Arenzanesi.
Alla luce delle ragioni che hanno motivato la scelta dell’in house,  abbiamo potuto osservare che il prezzo di riscatto delle azioni di Aral è stato deciso dall’Amministrazione, in euro 387.500,00, puramente e semplicemente sulla base di risultanze valutative di libro, però aperte a necessari od opportuni adattamenti o riclassificazioni che i destinatari della valutazione hanno ritenuto di non recepire e/o valorizzare.
Ovvio che tale iter di determinazione del prezzo acutizza l’avvilimento di un doveroso processo partecipativo e di un confronto collaborativo e costruttivo su scelte di comune interesse.
Infatti, relativamente alla citata spesa di euro 387.500, deliberata per il riscatto delle azioni, in sede di pubblica consultazione avremmo voluto, in tutta sincerità, domandare:
➢ Se si reputava economicamente e finanziariamente conveniente, per gli Arenzanesi, pagare un corrispettivo, per il riscatto della quota minoritaria del 40% del capitale sociale della Aral S.p.a., considerando totalmente riscuotibili gli euro 893.989,00 di crediti in sofferenza (vedi prospetto), senza procedere ad alcuna rettifica patrimoniale avente diretti riflessi sulla valutazione della acquisenda quota;
➢ Se in caso di mancato incasso per insolvenza, fallimento, crisi da sovraindebitamento, decadenza dall’azione accertatrice o prescrizione della pretesa, gli Arenzanesi pagherebbero due volte le perdite su crediti: una per la sopravvalutazione della quota ed un’altra con l’eventuale incremento tariffario o comunque a carico del bilancio comunale e quindi della collettività;
➢ Quale fosse la convenienza economica e finanziaria ad acquistare una partecipazione liquidata al socio privato ad un potenziale sopravalore  che graverà inesorabilmente sull’utenza in maniera diretta  tramite la tariffa o indirettamente sul bilancio;
Perché non sono stati resi disponibili ai cittadini tutti gli allegati allo schema di delibera onde poter cognitivamente ed avvedutamente contribuire alla decisione, apportando le proprie ragioni per una più ampia ed esaustiva riflessione;
Quale sarebbe stato l’onere in caso di gestione esternalizzata del servizio e del relativo rischio d’impresa, ferma restando la salvaguardia occupazionale, come peraltro previsto per legge.


Inoltre, a seguito della consultazione degli atti allegati alla delibera, abbiamo potuto rilevare e segnalare sia al Sindaco che alle Sezioni della Corte dei Conti  una  curiosa discrepanza temporale atteso che sul verbale n. 17 del Revisore dei Conti del Comune di Arenzano, allegato alla delibera, datato  16.12.2016,  testualmente si legge “””preso atto dei pareri di regolarità tecnica espressi dai responsabili dei servizi interessati a’ sensi dell’art. 49, co. 1, D.lgs n. 267/2000”””, seppure il parere citato  recasse il 29.12.2016 quale data di sottoscrizione da parte del Responsabile di Area!